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29.07.2020 - 10:410

Fuochi d'artificio spenti: «Sono soprattutto le piccole città a contattarci»

Attività estremamente ridotta, ma non interrotta per la vodese Sugyp SA: «Notiamo grandi disparità tra i cantoni».

GRANDSON - La crisi sanitaria sta avendo pesanti conseguenze sugli eventi e anche chi si occupa di fuochi d'artificio è in difficoltà. La società vodese Sugyp, con sede a Grandson, organizzerà solo 90 spettacoli per il Primo d'agosto rispetto ai consueti 350. L'azienda prevede un crollo del fatturato del 50%, attorno ai 2 milioni di franchi.

«Tutte le grandi manifestazioni sono state cancellate», ricorda Jean-Pascal Guinand, codirettore di Sugyp con il fratello Nicolas, in un'intervista pubblicata oggi da Arcinfo. «Sono soprattutto le piccole città a contattarci, dato che possono organizzare piccoli eventi», aggiunge. Ci sono anche grandi disparità tra i cantoni, con praticamente nessun fuoco d'artificio a Neuchâtel, mentre a Berna «quasi il 50% dei nostri spettacoli si terrà».

A differenza di altri anni, i nostri clienti ci hanno chiesto di non dare informazioni sugli eventi, per evitare di attivare troppe persone, prosegue Guignard, che sottolinea come «complessivamente ci troviamo di fronte a una perdita di circa 2 milioni di franchi».

In un anno normale, il fatturato di Sugyp si aggira attorno ai 4,4 milioni. L'azienda, che impiega 16 persone (cui si affiancano 200 artificieri durante l'estate), conta sulle proprie riserve e sul lavoro ridotto per superare la crisi.

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