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18.02.2020 - 18:210

Opacità finanziaria, la Svizzera al terzo posto

Nonostante i progressi fatti, la piazza finanziaria elvetica continua a essere una delle meno trasparenti al mondo

BERNA - Nella speciale classifica di "opacità finanziaria", stilata dalla rete di organizzazioni non governative Tax Justice Network (TJN) e pubblicata oggi, la Confederazione è passata dal primo al terzo posto, preceduta da Stati Uniti e isole Cayman, indica Alliance Sud in un comunicato.

Rispetto al 2018, la piazza finanziaria svizzera ha ridotto del 12% il rischio di agire come porto offshore per i rifugiati fiscali del mondo intero, sottolinea Alliance Sud.

Tale miglioramento è principalmente da ricondurre a una nuova misura: la Svizzera ha esteso la sua rete internazionale di scambio automatico di informazioni sui clienti a più di 100 Paesi. Tuttavia, a parte poche eccezioni, i Paesi poveri non sono inclusi in questa rete.

Le persone ricche dei Paesi del Sud possono quindi sempre nascondere il loro denaro, praticamente senza rischio, alle autorità fiscali del loro Paese d'origine utilizzando i servizi offshore delle banche e altri prestatari di servizi finanziari in Svizzera. Questo è stato anche recentemente dimostrato con le rivelazioni sulle costruzioni offshore elvetiche di Isabel dos Santos, la figlia dell'ex presidente dell'Angola (#Luandaleaks), secondo la Ong Alliance Sud, che riunisce Swissaid, Sacrificio quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas e Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES).

Per l'Associazione svizzera dei banchieri Swissbanking, le istituzioni elvetiche gestiscono ancora più di un quarto degli attivi transfrontalieri mondiali. Per Alliance Sud, ciò significa che la Svizzera è sempre il più grande centro finanziario offshore del mondo nonostante non sia più il più opaco.

Malgrado l'allentamento del segreto bancario nel corso degli ultimi dieci anni, il contributo della politica finanziaria e fiscale svizzera alla lotta contro l'evasione fiscale mondiale resta insufficiente, ritiene la Ong. «C'è ancora molto da recuperare in questo ambito, persino rispetto alle norme internazionali», sottolinea.

Riforme proposte - Alliance Sud propone diverse riforme. La Svizzera dovrebbe aiutare i Paesi del Sud a rispettare le norme dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in materia di rapporti affinché possano aderire alla rete dello scambio automatico di informazioni.

Nell'ambito di una nuova revisione del diritto societario, la Svizzera potrebbe introdurre un registro pubblico degli aventi diritti economici, che fornirebbe informazioni sulle persone che posseggono effettivamente società offshore in Svizzera. I Paesi dell'Unione europea (Ue) stanno creando un tale registro, sottolinea la comunità di lavoro.

Infine i rapporti Paese per Paese delle società multinazionali, che sono già stati scambiati con decine di Paesi, devono essere resi pubblici affinché l'evasione fiscale non continui a beneficiare della protezione dello Stato. Nell'Ue, questo regolamento che fornisce informazioni sulle strutture di utile, si applica già alle grandi banche, conclude l'organizzazione.
 
 

Commenti
 
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pulp 1 mese fa su tio
Quando leggo certi articoli mi viene il prurito. Se i paesi genericamente citati "del Sud" vogliono avere i dati, non hanno nient'altro da fare che non aderire ai trattati dell'OCSE sullo scambio automatico di informazioni e potranno ricevere tutto quanto desiderato. Scopro invece che questa sedicente ONG vorrebbe invece una sorta di "registro aperto" alla faccia di tali accordi. Uno schifo, anche perché se proprio la vogliamo dire tutta, l'unico vero stato "offshore" del mondo sono oggi come oggi gli USA…. che vadano da loro a fare i predicozzi.
Zico 1 mese fa su tio
@pulp non farti venire il prurito: come puoi spiegare un trustee a gente che vive solo solo di paranoia antusvizzera? a proposito la foto mostra una bandiera svizzera strappata: sarà un caso o una presa di posizione?
Galium 1 mese fa su tio
Molta strada è stata percorsa verso la trasparenza, ma evidentemente quanto è stato fatto non basta. Troppi settori della finanza e della politica non sanno distaccarsi dalla vecchia concezione del paradiso fiscale, ormai superata e inaccettabile sotto tutti i punti di vista.
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