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La Banca nazionale svizzera dovrebbe lasciare invariato il tasso di riferimento a -0,75%.
SVIZZERA
10.12.2019 - 14:350
Aggiornamento : 14:51

Gli esperti sono convinti: la BNS lascerà il tasso di riferimento a -0,75%

Non è previsto nessun cambio sostanziale nella politica monetaria, secondo i 37 analisti intervistati da Reuters

di Redazione
Ats

BERNA - Nonostante le crescenti critiche agli interessi negativi, che hanno ormai quasi 5 anni, la Banca nazionale svizzera (BNS) giovedì confermerà la sua attuale politica monetaria, lasciando invariato il tasso di riferimento al minimo storico del -0,75%. È l'opinione unanime di 37 analisti e operatori di mercato intervistati da Reuters.

Nel suo tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria l'istituto guidato da Thomas Jordan ribadirà anche l'interesse negativo, pure dello 0,75%, che le banche saranno tenute a pagare - oltre a una certa soglia di franchigia - sui loro depositi a vista presso la BNS.

«Mi aspetto che il tasso di riferimento della Banca nazionale rimanga negativo per un periodo molto lungo», afferma Charlotte de Montpellier, economista presso ING Financial Markets, in dichiarazioni riportate dalla Reuters. «Se non si concretizza nessuno dei rischi che incombono sull'economia mondiale, ritengo che la BNS manterrà il più a lungo possibile il suo corso al livello attuale del -0,75% e, se necessario, interverrà sul mercato dei cambi».

In caso di deterioramento del contesto generale e di aumento della pressione per un rafforzamento del franco non si può escludere una riduzione del tasso al -1,0%. Ma per ora la maggior parte degli economisti ritiene che la banca centrale reagirà ad un aumento del corso del franco più che altro con maggiori interventi sul mercato valutario: solo due degli intervistati scommettono su una variazione dei tassi di interesse nei prossimi 18 mesi.

Come noto secondo la BNS il franco continua a presentare una valutazione elevata e gli interessi negativi sono necessari per far sì che la valuta elvetica risulti meno attraente per gli investitori esteri. Vi è però anche chi invita a fare marcia indietro, considerati i problemi che emergono in vari ambiti: da quello ipotecario - gli svizzeri sono sempre più indebitati, con possibili conseguenze sul mercato immobiliare - a quello relativo ai rendimenti degli investimenti, a partire da quelli delle casse pensioni. Tanto più che i tassi sotto zero erano nati come soluzione - si pensava - temporanea, mentre la loro applicazione si è poi prolungata nel tempo. I tassi di interessi negativi sui conti giro sono stati infatti introdotti il 22 gennaio 2015 (allora con un tasso del -0,25%).

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