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Il gruppo minerario Glencore è nel mirino delle autorità inglesi per sospetta corruzione.
SVIZZERA / REGNO UNITO
05.12.2019 - 16:220

Glencore è indagata per corruzione in Gran Bretagna

Il gruppo minerario ha fatto sapere che coopererà con gli inquirenti

di Redazione
Ats

ZUGO - Il gruppo minerario Glencore è nel mirino delle autorità inglesi: il Serious Fraud Office (SFO) di Londra ha avviato indagini per sospetta corruzione in relazione alle attività del gruppo, ha indicato oggi in un breve comunicato il colosso delle materie prime con sede a Baar (ZG).

L'impresa fa sapere che coopererà con gli inquirenti. Quali siano concretamente gli addebiti non è noto: interpellato dall'agenzia Awp un portavoce non ha voluto fornire dettagli. Da parte sua il SFO si è limitato a confermare le indagini in corso nei confronti del gruppo, di dipendenti e di persone collegate. Le novità odierne non hanno però mancato di avere un effetto in borsa: il titolo Glencore sul mercato di Londra è crollato di oltre il 7% a 2,20 sterline.

Il Serious Fraud Office è un'unità indipendente del governo britannico che indaga su casi gravi o complessi di frode e di corruzione, quando sono in gioco somme superiori al milione di sterline (circa 1,3 milioni di franchi) o che implicano varie giurisdizioni nazionali.

Quotata alle borse di Londra e Johannesburg, Glencore è una multinazionale presente in oltre 50 paesi con 158'000 dipendenti, che si occupa di 90 materie prime, per alcune delle quali ha quote di mercato assai significative. L'azienda è spesso presa di mira da organizzazioni non governative per le condizioni di lavoro nelle miniere: l'impresa ha però sempre respinto le accuse, sostenendo che il rispetto dei diritti dei collaboratori e delle comunità locali è prioritario per la società.

Il gruppo ha le sue origini nel Marc Rich Group fondato nel 1974 da Marc Rich, finanziere e imprenditore leggendario e controverso, morto nel 2013 a Lucerna. Per anni sulla lista dei ricercati più importanti dell'FBI americana, Rich era di origine ebraica e aveva quattro cittadinanze: belga, israeliana, spagnola e americana. Accusato negli anni '80 dalla giustizia americana di evasione fiscale e commercio illegale di petrolio con l'Iran durante la crisi degli ostaggi, era stato graziato nel 2001 da Bill Clinton nel suo ultimo giorno di presidenza.

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