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Martin Haefner: «Mi sono fatto avanti per assicurare il futuro dell'azienda»
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03.12.2019 - 10:520

Schmolz+Bickenbach: c'è l'accordo tra gli azionisti, il titolo vola in borsa

L'azienda siderurgica è in difficoltà a causa del rallentamento della congiuntura nel settore automobilistico

di Redazione
Ats

LUCERNA - Riflettori puntati su Schmolz+Bickenbach (S+B) oggi, dopo che ieri i suoi grandi azionisti hanno trovato un accordo per dare il via alla ricapitalizzazione dell'azienda siderurgica messa in difficoltà dal rallentamento della congiuntura nel settore automobilistico. I titoli del gruppo lucernese, che dà lavoro a 10'000 persone nel mondo e a 800 in Svizzera, salgono di oltre il 30%, pur valendo sempre solo qualche decina di centesimi.

L'assemblea generale straordinaria svoltasi ieri pomeriggio a Emmenbrücke (LU) è cominciata in ritardo per permettere a Martin Haefner, imprenditore che controlla l'importatore di auto Amag, e Liwet Holding, società controllata dal miliardario russo Viktor Vekselberg, di trovare un'intesa.

Il piano prevede che Haefner, attraverso la società di partecipazioni Bigpoint, aumenti la sua quota dal 17,5% al 37,5%, diventando così il principale azionista. In cambio alla Liwet è stato garantito che controllerà sempre il 25%, né più, né meno: vale a dire che la sua partecipazione non sarà annacquata.

La manovra - approvata subito dal consiglio di amministrazione e poi dall'assemblea, con il 79% dei voti - permetterà a Haefner di iniettare 325 milioni in S+B, denaro di cui il colosso - nel 2018 ha realizzato un fatturato di 3,3 miliardi di franchi - ha urgentemente bisogno per evitare l'insolvenza.

Resta da sciogliere però ancora un nodo legale: superando la quota di un terzo Haefner sarebbe tenuto a presentare un'offerta pubblica di acquisto (opa). Ha però chiesto di essere esonerato, una deroga che è prevista come eccezione dalle normative vigenti. La Commissione delle opa (COPA) ha però risposto picche, ritenendo che sussistano anche altre possibili misure di risanamento, senza superare il limite oltre il quale scatta l'obbligo di presentare un'offerta agli altri azionisti: un'eccezione a suo avviso quindi non si impone. Contro questa decisione è stata presentato ricorso: spetterà quindi ora all'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) dirimere la questione.

In attesa dei segnali da Berna in seno a S+B domina comunque la cautela. Il presidente del Cda Jens Alder - che per sette anni è stato Ceo di Swisscom, vedendosi fra l'altro opporre resistenza ad alcuni progetti di espansione all'estero, e che dal 2015 è sia Ceo che presidente del Cda del gruppo energetico Alpiq - ha tracciato il quadro di un'azienda da tempo insufficientemente capitalizzata e troppo debole per affrontare la ciclicità insita nel mercato automobilistico.

Per Alder sono quindi necessarie altre misure di compressione dei costi e ristrutturazioni. I vertici non hanno comunque l'intenzione di strozzare l'impresa attraverso i risparmi, ha assicurato il 62enne che a fine aprile ha assunto il timone dell'organo di conduzione strategica di S+B, non senza sollevare critiche: nel mirino vi è appunto il doppio ruolo di Ceo e presidente che ha già per Alpiq, funzioni che secondo taluni dovrebbero essere già abbondantemente sufficienti per riempire le sue giornate lavorative.

Ottimismo è stato mostrato da Haefner. «Mi sono fatto avanti per assicurare il futuro di Schmolz+Bickenbach», ha detto nel corso dell'assemblea. «Con il mio investimento posso dare il mio contributo a un bilancio robusto e intendo mostrare una chiara leadership nell'azionariato».

L'azienda Liwet parla di una «soluzione costruttiva nell'interesse di tutte le parti coinvolte». Ora è possibile procedere a un'analisi approfondita del gruppo: si tratta di ottimizzare i processi produttivi ed eventualmente di avviare la cessione di attività non centrali.

La ricapitalizzazione avverrà attraverso l'emissione di azioni che verranno proposte in tre fasi a 30, 25 e 20 centesimi. Nel frattempo in borsa in mattinata il titolo S+B è arrivato a guadagnare sino al 38% rispetto a ieri, salendo a un massimo di quasi 29 centesimi sulla scia di positivi commenti di analisti. L'azione aveva raggiunto un livello massimo, a oltre 13 franchi, nel 2007. Negli ultimi quattro anni non ha mai superato il valore di 1 franco.
 
 

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