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SVIZZERA
02.12.2019 - 10:270

L'industria svizzera rallenta

Aumentano i segnali che fanno pensare a una stabilizzazione, affermano in un comunicato gli economisti di Credit Suisse

di Redazione
ats

ZURIGO - L'industria svizzera si conferma in fase di rallentamento: l'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) si è attestato in novembre a 48,8 punti, con un arretramento di 0,6 punti rispetto a ottobre e una flessione di 8,9 punti su base annua.

L'indicatore rimane in tal modo al di sotto del livello di crescita fissato a 50 punti, ma è più in alto di quanto fosse in estate, quando era sceso ai minimi del 2012: aumentano i segnali che fanno pensare a una stabilizzazione, affermano in un comunicato gli economisti di Credit Suisse (CS), che interpretano i dati raccolti mensilmente in un sondaggio dall'associazione di categoria Procure.ch.

Il dato di novembre è in linea con le previsioni degli analisti interrogati dall'agenzia Awp, che scommettevano su valori compresi fra 48,0 e 50,5.

Nel dettaglio, la componente produzione è scesa (rispetto a ottobre) di 0,9 punti a 49,5 punti. È peggiorata anche la situazione sul fronte delle commesse in portafoglio: -2,1 punti a 47,1 punti. Alla luce del calo degli ordinativi le aziende acquistano anche di meno: il relativo indice è arretrato di 1,5 punti a 45,0 punti. La componente acquisti in magazzino è a 52,5 punti, quella relativa ai prodotti di vendita in magazzino a 49,1 punti. I tempi di consegna sono stabili (-0,1 punti a 46,6 punti). Il parametro occupazione è rimasto sopra la soglia di crescita, fermandosi a 52,2 punti (+0,1 punti).

La grande banca ha reso noto anche l'indice PMI relativo al settore terziario: in ottobre è sceso a 54,8 punti (-3,1 rispetto a ottobre e -4,2 nel confronto annuo). Il dato - superiore alle stime degli analisti, che si aspettavano numeri fra 53,0 e 54,1 - continua ad arretrate ma rimane nella zona di crescita, in cui è rimasto dall'ottobre 2016, con l'unica eccezione di luglio di quest'anno, sottolineano gli economisti di Credit Suisse.
 
 

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