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19.09.2019 - 09:050
Aggiornamento : 10:03

Ad agosto l'export svizzero è calato ancora (ma non per gli orologi)

A 18,73 miliardi di franchi, per una percentuale del -4.3%, i più interessati i prodotti farmaceutici, macchine ed elettronica

BERNA - Dopo la flessione di luglio, anche in agosto le esportazioni svizzere sono calate, del 4,3% su base mensile a 18,73 miliardi di franchi. Per contro le importazioni sono aumentate del 3,4% a 17,58 miliardi. La bilancia commerciale segna un'eccedenza di appena 1,15 miliardi di franchi.

A livello reale, ossia al netto delle variazioni di prezzo, le esportazioni segnano una flessione del 4,4% e le importazioni una progressione dell'1%, indica l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un comunicato diffuso oggi.

Come in luglio, sono calate in particolare le vendite all'estero di prodotti chimici e farmaceutici (-5% nominale a 9,18 miliardi di franchi) e di macchine ed elettronica (-5,1% a 2,62 miliardi). L'orologeria e gli strumenti di precisione hanno invece registrato una progressione di rispettivamente l'1,7% a 1,82 miliardi e lo 0,5% a 1,42 miliardi.

La contrazione maggiore delle esportazioni proviene dall'Europa (-6,5% a 10,38 miliardi di franchi, con la Germania che segna un -14%), ma sono diminuite anche le forniture verso Nordamerica (-1,9% a 3,64 miliardi) e Asia (-1,8% a 4,37 miliardi, con un -16% per Singapore e un -17% per Hong Kong, mentre la Cina segna un +10%).

Quanto alle importazioni, hanno compiuto un balzo la bigiotteria e gioielleria (+22,8% a 1,65 miliardi) e sono aumentati anche i veicoli (+3,1% a 1,53 miliardi) e i prodotti chimici e farmaceutici (+2,5% a 4,42 miliardi). In flessione invece i metalli (-3% a 1,19 miliardi) e il segmento macchine ed elettronica (-1,9% a 2,62 miliardi).

In termini geografici gli acquisti all'estero sono cresciuti del 4,9% a 3,93 miliardi di franchi in Asia, raggiungendo un nuovo record grazie alla Cina. Il Nordamerica segna un +1,6% a 1,14 miliardi e l'Europa un +0,8% a 11,93 miliardi.

Su, invece, gli export orologeri - Le esportazioni orologiere svizzere sono lievemente aumentate in agosto rispetto allo stesso mese del 2018: la crescita nominale è stata dell'1,5% a 1,52 miliardi di franchi. A livello reale, ossia al netto delle variazioni di prezzo, risulta invece un calo del 5,2%.

Agosto è stato un mese nella media, scrive la Federazione orologiera (FH) in un comunicato diffuso oggi. Complessivamente il settore resta orientato a un lieve rialzo, in un contesto sempre relativamente difficile. Nei primi otto mesi del 2018 la progressione è dell'1,8%.

Le vendite negli Stati Uniti sono salite del 14,8%, e con un volume di 177,3 milioni di franchi gli USA sono il mercato di sbocco principale con una quota dell'11,6% sulle esportazioni complessive. In forte calo invece Hong Kong (-12,7%), solitamente il mercato di destinazione più rilevante. Viste le tensioni politiche nell'ex colonia britannica FH temeva una flessione ancor più marcata. A giugno era ad esempio stata registrata una contrazione del 26,8%; per i primi otto mesi dell'anno risulta una diminuzione del 6,4%.

Un forte aumento è stato registrato in Giappone (+34,5%) e Cina (+13,7%), mentre l'Europa nel suo insieme segna un calo del 2,7%, dovuto principalmente all'evoluzione in Regno Unito (-5,6%), Germania (-4,2%) e Italia (-13,7%). Stando alla federazione la Francia (+10,1%) ha per contro beneficiato di un effetto base favorevole, ma la tendenza a medio termine continua ad essere negativa.

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