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11.09.2019 - 10:380

Sicurezza informatica: per il ceo di Credit Suisse, serve un'azione comune

«La sicurezza informatica rappresenta il rischio più grande per il sistema finanziario e bancario»

ZURIGO - Per garantire che la piazza finanziaria svizzera sia ben attrezzata contro i pericoli della criminalità informatica serve un'azione concertata tra attori pubblici e privati: ne è convinto il presidente del consiglio di amministrazione (Cda) di Credit Suisse Urs Rohner.

«La sicurezza informatica rappresenta il rischio più grande per il sistema finanziario e bancario», ha avvertito Rohner durante un dibattito organizzato ieri sera a Zurigo dall'Efficiency Club, associazione che promuove lo scambio di idee fra personalità del mondo dell'economia, della politica e della cultura.

La protezione dell'infrastruttura dati delle banche è «una sfida quotidiana che richiede un'azione comune di attori pubblici e privati», ha aggiunto il manager. Se un hacker fosse in grado di penetrare il nucleo dell'infrastruttura informatica e bloccare il sistema bancario per 48 ore rischierebbe di "causare il caos", ha aggiunto. «Dobbiamo garantire con risorse significative che questo non possa accadere», ha insistito.

Rohner ha ricordato che a tentare di penetrare nelle reti informatiche delle banche non sono solo i criminali, bensì anche organismi statali o parastatali. «Ci sono stati ripetuti tentativi di penetrare nei sistemi», ha rivelato il 59enne che dal 2011 guida il Cda di Credit Suisse.

Anche se vengono prese tutte le precauzioni rimane un rischio residuo, ha proseguito il dirigente con formazione giuridica. «Per questo motivo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti gli attori del settore in Svizzera, compresi gli enti pubblici e i gestori di infrastrutture come SIX, per garantire che non emergano problemi sistemici».
 
 

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