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10.09.2019 - 12:040

Credit Suisse: le imprese snelliscono i propri portafogli titoli

La banca ha pubblicato il suo "Swiss Credit Handbook 2019"

ZURIGO - I maggiori emittenti obbligazionari svizzeri e i principali operatori sul mercato dei capitali in franchi godono in generale ancora di buona salute. Tuttavia secondo Credit Suisse hanno iniziato a snellire i propri portafogli, spesso cedendo attività non core o riorientando l'attività verso comparti a più alto rendimento o meglio posizionati.

Ciò si spiega con la crescente incertezza a livello macroeconomico, il rallentamento della crescita economica, livelli costantemente bassi di utilizzo delle capacità, il mutamento nei comportamenti dei consumatori nonché i rapidi progressi della tecnologia, afferma la grande banca nel suo "Swiss Credit Handbook 2019" pubblicato oggi.

Migros, ad esempio, ha annunciato l'intenzione di vendere diverse controllate (Globus, Interio) allo scopo di affinare l'orientamento strategico e di concentrare le risorse da un lato sul rafforzamento del proprio core business, dall'altro sull'espansione della propria attività online.

Novartis si è trasformata da una società di healthcare diversificata in un'azienda puramente farmacologica, ottimizzata e focalizzata; ciò ha richiesto numerose transazioni negli ultimi anni. Da parte sua a fine 2018 ABB ha annunciato l'intenzione di vendere a Hitachi la propria attività connessa alla rete elettrica per concentrarsi sui settori digitali e sull'automazione.

Con operazioni più piccole Emmi ha venduto la propria azienda di distribuzione Emmi Frisch-Service AG a Transgourmet, Bell Food ha ceduto il proprio business correlato agli insaccati a Zur Mühlen Group e Lonza ha venduto la propria attività non core Water Care e ha separato il proprio business Specialty Ingredients per concentrarsi sul comparto core della sanità, che offre margini maggiori e una crescita elevata.

Il panorama dei rating è rimasto piuttosto stabile dalla pubblicazione dello "Swiss Credit Handbook 2018" un anno fa, il che riflette il contesto creditizio ancora favorevole. Ciononostante, non vi sono stati upgrade di emittenti, mentre gli analisti del team Credit Research di Credit Suisse hanno effettuato il downgrade di tre società: MCH è stata declassata in due fasi nel dicembre 2018 e marzo 2019, Implenia e Nestlé (attualmente soggetta a restrizioni) nel febbraio di quest'anno. In generale, la qualità di credito generale degli emittenti societari svizzeri rimane molto solida, anche sostenuta da livelli di liquidità elevati fra le imprese, afferma la grande banca.

Dall'ultima edizione dell'Handbook, gli analisti di Credit Suisse hanno aggiunto due emittenti societari all'universo di copertura: Spital Männerdorf e Kühne + Nagel, che hanno emesso rispettivamente obbligazioni per 50 e 200 milioni di franchi.

L'emissione obbligazionaria totale in franchi svizzeri è nuovamente aumentata nel 2018 del 5,4%, raggiungendo i 58,9 miliardi di franchi. Questo incremento è stato principalmente guidato da una crescente emissione in franchi da parte delle banche cantonali e delle società, mentre i segmenti finanziari e pubblici sono stati meno attivi rispetto al 2017 sul mercato obbligazionario in franchi.

Osservando il primo semestre del 2019, le imprese svizzere sono state meno attive sul mercato obbligazionario, contribuendo con emissioni per soli 3,3 miliardi di franchi. Avendo già rifinanziato il debito negli ultimi due anni a tassi d'interesse ridotti e con livelli di liquidità spesso elevati, finora la domanda è stata contenuta. Pesa inoltre l'incertezza macroeconomica.

Lo Swiss Credit Handbook 2019 prende in esame 68 emittenti (57 società, 11 strutture partner), molti dei quali non vengono valutati dalle agenzie di rating internazionali.

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