Keystone
SVIZZERA
09.09.2019 - 07:080

Pacchi venuti dal web: per consegnarli percorsi 350 milioni di km

E Solo in Svizzera. Chi ne soffrire poi è il clima, un gruppo di esperti si è riunito per provare a limitare una tendenza al rialzo

OLTEN - Anche da noi lo shopping online è estremamente popolare e, per via di prezzi bassi e comodità, gli svizzeri non hanno mai ordinato così tanta merce sul web. Una tendenza che però ha anche i suoi costi ambientali: in primis perché trasportare ogni pacco "costa" chilometri su strada.

Stando agli esperti di Bss Volkswirtschaftliche Beratung e della Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) si parla di circa 350 milioni di chilometri solo nel 2018 (sui 7 miliardi totali circa del trasporto di merci su strada). E siccome è difficile che la tendenza indietreggi entro il 2023 si ipotizza che si possa aumentare di circa 90 milioni di chilometri a un ritmo di poco meno di 20 milioni di chilometri ogni anno.

Per capire come si possano ridurre i consumi e l'impatto ambientale delle consegne un pannelo di esperti si è riunito a Olten e, giovedì scorso, ha fornito qualche possibile soluzione. Vediamole assieme.

Accorpare gli acquisti in un unica consegna

Per effettuare una consegna a domicilio potrebbe essere necessario accorpare un numero predeterminato di colli di modo da trasportarne un numero maggiore in un viaggio solo. Per il consumatore sarà quindi necessario effettuare più acquisti presso lo stesso fornitore e... avere pazienza: «Scordiamoci il pacco consegnato in un giorno», conferma Wolfram Kägi di Bss.

Il furgone in sosta sul marciapiede

Il secondo consiglio sembra una sciocchezza, ma non lo è: ai furgoni dei corrieri dovrebbe essere consentita la sosta temporanea sul marciapiede. Una cosa che porterebbe un grande risparmio di chilometri, soprattutto in città: «A volte per trovare un posto libero c'è chi guida anche per ore», conferma Kägi. Contraria Mobilità pedonale svizzera che non ritiene che il trasporto merci debba penalizzare i pedoni: «In fin dei conti», puntualizza Monika Litscher, «è il tipo di trasporto più sostenibile, rispettoso dell'ambiente, più sano e più sociale».

Bucalettere più grandi o consegna intelligente

Se la consegna non va a buon fine al primo tentativo spesso la colpa è della bucalettere che è troppo piccola per contenere il pacco. Un'alternativa potrebbe essere la pianificazione della consegna del collo a casa o in un punto di raccolta (magari via App come già fa la Posta) oppure la possibilità di lasciarlo davanti alla porta dell'abitazione (vero è che il rischio di furto, in questo caso, è cosa tristemente nota).

Trasporto elettrico

Ok più pacchi, ma se li si consegnasse a impatto zero ci sarebbe ancora il problema? In teoria no, quindi ben vengano veicoli elettrici, e-bike (tipo risciò, come quelli che già usa DHL) e pure... i treni. Soprattutto sfruttando appieno il potenziale di questi ultimi potrebbe essere possibile ridurre le emissioni di CO2 anche del 30% entro il 2025.

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