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26.07.2019 - 07:390
Aggiornamento : 10:14

Giù l'utile di Nestlé

Fatturato progredito, ma cala l'utile di 5 miliardi di franchi

VEVEY - Il gruppo alimentare vodese Nestlé ha realizzato nel primo semestre di quest'anno un utile netto di 5 miliardi di franchi, in calo del 14,6% su base annua. Il fatturato è invece progredito del 3,5% attestandosi a 45,5 miliardi di franchi. Lo ha comunicato oggi la stessa Nestlé, aggiungendo che la crescita organica è stata del 3,6%.

L'utile operativo Ebit è cresciuto del 10% a 7,77 miliardi di franchi. L'esecuzione disciplinata della strategia e la rapida innovazione hanno contribuito a migliorare la crescita organica e la redditività, ha indicato Mark Schneider, CEO del gigante alimentare, citato nel comunicato.

In particolare in America, che rappresenta il maggiore mercato di Nestlé, la crescita è stata del 3,9%, trascinata dai buoni risultati registrati negli Stati Uniti e in Brasile. Le acquisizioni nette hanno fatto schizzare le vendite americane del 6,4%, soprattutto grazie all'acquisizione della licenza Starbucks. Essa ha aumentato significativamente i risultati nell'attività «caffè», che rimane tuttavia esposta a una forte pressione sui prezzi, ha indicato il CEO Schneider in videoconferenza.

In termini di redditività il gruppo si è avvicinato agli obiettivi per il 2020. Il margine operativo rettificato a livello di Ebit in un anno è passato dal 16,1% al 17,1%: entro il 2020 Nestlé punta a un valore compreso tra il 17,5 e il 18,5%.

Con le cifre odierne il gruppo vodese ha soddisfatto le attese per quanto riguarda la crescita organica e ha superato le aspettative relative al margine operativo: gli analisti intervistati dall'agenzia finanziaria AWP prevedevano una crescita organica mediamente del 3,6%, un fatturato di 45,7 miliardi di franchi e un margine operativo del 16,7%.

La direzione di Nestlé conferma gli obiettivi per l'insieme dell'esercizio, in particolare una crescita organica delle vendite "intorno al 3,5%" e un margine operativo di almeno il 17,5%.

I vertici rimangono tuttavia prudenti per quanto riguarda il secondo semestre, poiché l'asticella per quanto riguarda la base di confronto è molto più elevata, ha sottolineato Schneider in videoconferenza, precisando che vi è incertezza in merito ai prezzi delle materie prime.

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