Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
12.03.2019 - 10:120
Aggiornamento 11:21

Diminuisce la pubblicità, utile in calo per Tamedia

Il sindacato syndicom critica la scelta del gruppo di versare comunque un dividendo invariato di 4,50 CHF per azione

ZURIGO - Il gruppo Tamedia ha chiuso il 2018 con un utile netto pari a 129,5 milioni, in calo del 23,9% rispetto all'anno precedente. La causa principale è l'ulteriore calo dei ricavi della pubblicità sulla stampa scritta.

Il fatturato ha superato la barriera del miliardo di franchi - a 1,01 miliardi -, con una progressione del 3,7%, indica in una nota odierna il colosso mediatico zurighese.

Il gruppo ha visto crescere il giro d'affari attraverso l'acquisizione delle società di marketing pubblicitario Neo Advertising e Goldbach, del quotidiano Basler Zeitung e grazie all'espansione delle offerte digitali commerciali.

Sul risultato operativo hanno invece influito, oltre ai costi per la chiusura del quotidiano romando Le Matin, anche un aumento di 28,3 milioni delle spese di previdenza legate al Principio contabile internazionale (IAS 19) e la rettifica di valore pari a 6,0 milioni in seguito al fallimento di Publicitas. L'EBIT è così crollato del 27,2% a 131,6 milioni di franchi, mentre il relativo margine è stato ridotto di quasi un terzo, attestandosi al 13,0%.

I proventi della pubblicità per i media cartacei hanno subito nel 2018 un nuovo crollo. Il giro d'affari delle testate a pagamento è sceso del 5,7% a 569,6 milioni di franchi, mentre l'utile operativo ha registrato una contrazione da 54 a 18 milioni di franchi.

Gli azionisti, che si riuniranno in Assemblea generale il prossimo 5 aprile, si vedranno proporre un dividendo invariato di 4,50 CHF per azione.

Settore digitale in crescita - Le offerte digitali, con i vari portali di annunci, rappresentano il principale fattore di crescita del gruppo. Il fatturato del comparto mercati e partecipazioni è aumentato del 7,3% a 252,8 milioni di franchi, mentre l'EBIT ha registrato un incremento di 11 milioni a 70 milioni di franchi, con un margine al 27,8%. Le piattaforme Jobcloud, Homegate, Olmero e Doodle hanno dato i risultati migliori.

Stando alla nota, tutte le offerte digitali sommate tra loro rappresentano ormai il 46% dell'intero fatturato e l'86% dell'EBIT di Tamedia.

Per l'esercizio in corso, la direzione non fornisce come al solito cifre o previsioni. Tamedia ha tuttavia annunciato che intende investire 30 milioni di franchi nei prossimi tre anni per lo sviluppo digitale dei media a pagamento, assicurando che due terzi dell'importo «saranno utilizzati nel settore redazionale (...) e un terzo nel settore commerciale».

La reazione di syndicom - Sulla base di questi risultati, ha preso subito posizione syndicom, che ha criticato come «in questo senso la direzione accontenta gli azionisti e giustifica anche l’aumento della sua retribuzione, mentre il rovescio della medaglia colpisce gli impiegati, che vengono mandati a casa e sulle cui spalle vengono conseguiti questi bei profitti». Per il sindacato «in Svizzera francese e tedesca, Tamedia si è mostrata inflessibile e avara nei confronti del suo personale e ha imposto ristrutturazioni senza ascoltare o ascoltando molto poco i propri dipendenti».

 syndicom chiede dalla direzione Tamedia «di avere rispetto nei confronti dei dipendenti del gruppo» e assicura che «continuerà ad appoggiare il personale in tutte le sue azioni e battaglie contro le misure di smantellamento, a favore di un nuovo e immediato riconoscimento del contratto collettivo di lavoro nella stampa e per la firma di un CCL per le redazioni della Svizzera tedesca».

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