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SVIZZERA
04.01.2019 - 19:410
Aggiornamento : 11.01.2019 - 10:51

Shopping online? Ecco quanto vi costerà l'IVA

Con l’entrata in vigore della nuova ordinanza, gli acquisti sui grandi siti di e-commerce stranieri saranno più cari in Svizzera

BERNA - Con l’inizio del 2019, gli acquisti online effettuati in Svizzera da siti all'estero costano di più. L’entrata in vigore dell’ordinanza che regola la vendita per corrispondenza ha infatti soppresso lo svantaggio concorrenziale in materia di IVA subito dalle imprese svizzere attive nella vendita su internet.

Fino ad ora, le società straniere non fatturavano l’imposta sul valore aggiunto se inferiore ai 5 franchi. In Svizzera si poteva quindi "sfuggire" alla tassa acquistando fino a 200 franchi di libri o fino a 65 franchi di merci che non beneficiavano del tasso ridotto. Ora invece, i grossi commercianti online stranieri - con una cifra d’affari annuale superiore ai 100mila franchi - saranno tenuti a far pagare l’IVA ai propri clienti domiciliati in Svizzera. In questi casi, un importo minimo per la fatturazione dell’IVA non è più previsto in quanto sarà il commerciante stesso a fatturare l’IVA al suo cliente, direttamente con la fattura di rivendita.

Ogni acquisto online, anche il più piccolo, sarà quindi soggetto a IVA. Libri, giornali, alimenti, medicinali sono solo alcuni dei prodotti tassati al 2,5%. Cifre alla mano, per un libro pagato 30 franchi toccherà sborsare 75 centesimi in più. Se acquistate 200 franchi in DVD, la spesa aumenterà invece di 5 franchi. La maggioranza dei beni acquistati - dall’elettronica, all’abbigliamento e i giocattoli - è però tassato al 7,7%. E il calcolo si fa rapidamente: quel nuovo paio di scarpe costa 100 franchi? La spesa sarà quindi di  107,70.

Entrate extra per 20 milioni - Se considerate singolarmente, si tratta perlopiù di piccole cifre. Nel complesso però - come sottolinea oggi il Tages-Anzeiger - la misura porterà alla Confederazione entrate supplementari stimate in circa 20 milioni di franchi. Una cifra destinata ad aumentare. Basti pensare che il numero medio di piccole spedizioni è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, passando da 50mila a 120mila al giorno. Due terzi delle quali provenienti dall’Asia.

La novità costituisce un sforzo importante per alcuni fornitori. E in tal senso, Amazon.com ha già gettato la spugna. I clienti svizzeri non potranno infatti acquistare prodotti fisici (solamente app ed e-book) dallo store americano, ripiegando invece su quelli europei del gruppo. A questi ultimi spetterà infatti l’onere di rispondere ai requisiti della nuova ordinanza. E con quali conseguenze per i prezzi pagati dai clienti svizzeri? Al momento - conclude il quotidiano d’Oltralpe - non è ancora dato saperlo.

Commenti
 
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ciapp 2 anni fa su tio
E chi se ne frega!!!! Io continuerò ad acquistare online e fare la spesa all'estero !! i soldi non li cavo mica dal giardino , se in un qualche modo si può sbarcare il lunario tutto é buono !!!!
F/A-18 2 anni fa su tio
Chi approfitta a piene mani di questo commercio è chiaramente pro Europa, visto che la maggior parte della gente competa a questo modo dovrà poi prendere pregi e difetti di vivere da europeo, per esempio con paghe dimezzate rispetto alle nostre, con i debiti contratti con le nostre banche che rimangono, con dei tassi che naturalmente raddoppieranno o quadruplicheranno e con risorse pubbliche in caduta libera il che vuol dire meno sicurezza, meno sanità, meno cultura, meno servizi ecc.
Meck1970 2 anni fa su tio
@F/A-18 Ricordatevi che i primi ad andare all'estero .... Sono proprio chi ha i soldi.....
Meck1970 2 anni fa su tio
Continuate pure a inventare tasse in Svizzera....
bluwind 2 anni fa su tio
Vivo vicino al confine tedesco e faccio arrivare e ritiro il mio pacco in un centro pacchi tedesco , mi costa qualche euro ma il risparmio è notevole !Per es. l'anno scorso la mia caldaia ad olio faceva problemi e non riscaldava più come doveva e si spegneva spesso , la fotocellula che individua la fiamma era difettosa , la smonto e scopro che è di marca svizzera vado sul sito e vorrei ordinarla mi venne un colpo 280 .- per un po di plastica e qualche filo ! la cerco online e in Germania la stessa fotocellula con tanto di stampato sopra "Swiss made" costa 59 € !!! ma vi rendete conto , se questa non è una rapina !!!
tirannosaurosex 2 anni fa su tio
Giusto! Non vorrei mai che lo stato cadesse in disgrazia! Vergogna!
curzio 2 anni fa su tio
Va bene pagare l'IVA. Quello che non va bene è quando le dogane ti fatturano 30 o 40 franchi per le "spese amministrative", che spesso superano il valore della merce!
curziocurzio 2 anni fa su tio
@curzio Da quello che ho capito non fattureranno più le spese amministrative ma solo l'iva, non è chiaro come funziona con gli acquisti cinesi. Come al solito il giornalista di turno non è andato a fondo nel fare questo trafiletto.
folletta 2 anni fa su tio
@curzio In realtà le spese amministrative le incassa la posta e non la dogana.
curzio 2 anni fa su tio
@folletta Non mi importa chi incassa! Quello che constato è che se ordini un pezzo da 10$, qualcuno (posta, dogana, poco importa) mi estorce una cifra che è un multiplo del valore dell'oggetto. Inoltre, constato che i nostri politici, quelli che prima delle elezioni promettono mari e monti, una volta eletti si impegnano fino in fondo affinchè al cittadino comune resti nel borsellino il meno possibile alla fine del mese. E poi si sorprendono se c'è chi va a fare la spesa all'estero!
LAMIA 2 anni fa su tio
Giusto
vulpus 2 anni fa su tio
Sembra corretto: i commercianti in Svizzera pagano l'IVA, come mai questi grossi venditori vi possono sfuggire? Chi vuole acquistare in Italia di persona è liberissimo di farlo, ma anche qui l?IVA va pagata all'importazione( a parte i soliti furbi)Poi sono i primi che ragliano quando i negozi chiudono e la gente licenziata.
andytt 2 anni fa su tio
Vediamo cosa cambia... Sempre se cambia qualcosa...
seo56 2 anni fa su tio
Ritiro merce in Italia approfittando per dare la spesa e una bella cenetta con un risparmio del 300%
francox 2 anni fa su tio
Già che si ritira in Italia, si fa anche la spesa grossa.
frameofmind 2 anni fa su tio
Mi pare di capire che se prima il limite di spesa per l'esenzione era di 65 franchi, su quel paio di scarpe a 100 franchi già la si pagava l'IVA, no? Esempio da guzzi...
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