Keystone
SVIZZERA
18.12.2018 - 12:030

Ci sono molti indizi che fanno pensare che nel 2019 la crescita rallenterà

Lo sostiene uno studio congiunto della Seco, Credit Suisse e il Poli di Zurigo che stima un aumento del pil contenuto e una decrescita dell'export

BERNA - La crescita economica svizzera rallenterà l'anno prossimo: quanto previsto ormai da tempo da numerosi economisti è stato ribadito oggi anche nell'ambito dell'aggiornamento delle stime operato da Segreteria di stato dell'economia (Seco), Credit Suisse e Centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo (KOF).

Per il 2019 la Seco prevede una progressione del prodotto interno lordo (Pil) pari all'1,5%, Credit Suisse punta su +1,7% e gli esperti interrogati dal KOF sul +1,6%. Nel 2018 i rispettivi dati sono +2,6%, +2,7% e +2,6%.

Quanto reso oggi si inserisce in un quadro che vede quasi tutti gli operatori scommettere su una crescita compresa fra l'1,2% e l'1,8% l'anno prossimo. Solo l'istituto losannese Créa si smarca nettamente, calcolando +2,7%.

Per quanto riguarda il 2020, i pronostici di chi si azzarda ad avanzare cifre vanno dal +1,5% al +2,2%. L'esperienza insegna peraltro che più ci si allontana dai dati reali (gli ultimi disponibili sono del terzo trimestre: vi è stato un calo a sorpresa dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti) e più le stime diventano ballerine e inaffidabili.

È utile anche ricordare che crescita economica illustrata dal Pil non significa necessariamente aumento del benessere. Né tanto meno progressione dei salari: proprio oggi la federazione sindacale Travail.

Suisse ha denunciato quella che considera una stagnazione delle retribuzione dei lavoratori a fronte di un'economia elvetica che marcia a pieno regime, prospettando nel contempo un calo dei compensi reali nel 2019 per molti lavoratori, le cui buste paga saranno divorate dall'inflazione e dall'aumento dei premi dell'assicurazione malattia.

Tutti gli esperti economisti appaiono comunque convinti che nel 2019 l'economia svizzera si espanderà a ritmi meno sostenuti. È attesa una decelerazione delle esportazioni e mancherà il volano dell'immigrazione, che tanto aveva inciso sulla progressione del Pil negli scorsi anni.

Non mancano inoltre i rischi. Se le controversie commerciali tra gli Stati Uniti e altre importanti aree economiche continueranno ad acuirsi, l'economia globale e il commercio mondiale potrebbero subire un rallentamento più marcato del previsto. Ne risentirebbero anche il commercio estero svizzero e le attività d'investimento delle imprese.

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