Keystone
ZURIGO
21.11.2018 - 08:490

Anno borsistico disastroso per le grandi banche, brillano le piccole

Dal primo gennaio le azioni di Credit Suisse e Julius Bär hanno perso un terzo del loro valore. UBS "solo" il 27%

ZURIGO - Disastroso per le grandi banche, brillante per diversi istituti di piccole e medie dimensioni: si profila così l'anno borsistico 2018, stando a un'analisi effettuata dal portale finanziario Cash.

Dal primo gennaio le azioni di Credit Suisse e Julius Bär hanno perso un terzo del loro valore: la performance è stata rispettivamente del -33% e del -32%. UBS ha lasciato sul terreno il 27%.

Ancora peggio è andata a EFG, la banca zurighese che nel 2016 ha rilevato BSI (un tempo Banca della Svizzera Italiana), crollata del 39%. Performance negative in doppia cifra vengono mostrate anche da Cembra (-12%) e Bank Linth (-11%).

Dove c'è chi perde c'è spesso anche chi guadagna e in questo caso i vincitori sono chiari: si tratta delle banche cantonali. Delle 13 quotate, stando alle ricerche di Cash, solo tre presentano un andamento in rosso: quelle dei cantoni di Vaud (-2%), Glarona (-6%) e Giura (-9%).

Tutte le altre si sono comportate bene o addirittura molto bene: si sono particolarmente messe in mostra le banche cantonali di Ginevra (+21%), Vallese (+20%) e Berna (+17%). Il risultato in assoluto migliore conseguito da un'azione bancaria è però quello realizzato da Liechtensteinische Landesbank (LBB): il titolo della società di Vaduz (FL) è salito del 30%, a fronte di un -4% dell'indice allargato SPI e di un -23% del segmento bancario dell'SPI.

"Quali amministratori patrimoniali globali le grandi banche dipendono maggiormente dai movimenti e dall'umore dei mercati finanziari mondiali", spiega Daniel Regli, analista presso la società finanziaria MainFirst, in dichiarazioni riportate da Cash. Pesano le vertenze commerciali, ma non solo: un importante fattore di incertezza, che sta influenzando significativamente tutte le azioni bancarie europee, è rappresentato dalla politica del governo italiano.

Le banche cantonali sono invece ancorate sul mercato interno, meno influenzato dai venti di crisi planetari. Gli istituti hanno inoltre guadagnato nell'ambito del boom ipotecario: anche se il segmento sembra arrivare allo zenit, le cifre rimangono importanti. E le banche in questione hanno un rapporto fra costi e ricavi assai più favorevole di quelle più grandi.

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