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19.09.2018 - 09:240

La Seco alza le previsioni del Pil per il 2018

Si attende una crescita del 2,9%, contro il 2,4% prospettato in giugno

BERNA - Gli esperti della Confederazione hanno corretto nettamente al rialzo le proprie previsioni inerenti al prodotto interno lordo (Pil) svizzero nel 2018. Ora attendono una crescita del 2,9%, contro il +2,4% prospettato in giugno. Per il 2019 è sempre attesa una solida progressione del Pil del 2,0%. I rischi negativi prevalgono però in modo netto su quelli positivi minacciando la congiuntura internazionale.

La Svizzera sta vivendo una fase di alta congiuntura: il Pil è cresciuto con vigore per diversi trimestri, la situazione occupazionale migliora e il numero di disoccupati è in calo, ricorda la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) in un comunicato odierno. A registrare il maggiore slancio è stata l'industria: le sue capacità produttive sono ormai così largamente sfruttate come non accadeva dal 2011 e il volume delle commesse resta ben alto. Anche il settore terziario riporta nel suo insieme una situazione commerciale positiva.

Il settore delle esportazioni dovrebbe continuare a infondere impulsi sostanziosi alla crescita: il gruppo di esperti della Confederazione ritiene che l'economia mondiale proseguirà nella sua robusta crescita, cosa che rafforza la domanda di prodotti svizzeri, sempre che non ci sia un'escalation internazionale degli attriti in materia di politica commerciale.

Per effetto della forte domanda internazionale le imprese svizzere estendono maggiormente le proprie capacità produttive. Da un lato ciò dovrebbe comportare una crescita ancora importante degli investimenti nei beni di equipaggiamento e dall'altro anche un maggiore dinamismo per l'attività edilizia, in particolare per quanto riguarda i locali commerciali. Dunque nel secondo semestre 2018 l'economia interna sarà sostenuta soprattutto dall'attività d'investimento, rileva la Seco.

Le imprese svizzere intendono anche assumere più personale. Il gruppo di esperti della Confederazione si aspetta in parallelo una prosecuzione dell'andamento positivo del mercato del lavoro. Nei prossimi trimestri l'occupazione dovrebbe continuare a salire (+1,8% nel 2018) e la disoccupazione diminuire ulteriormente (al 2,6% nella media annua 2018).

Però i consumi delle famiglie nei prossimi mesi ne trarranno beneficio solo moderatamente, poiché l'andamento del reddito individuale è frenato dallo scarso aumento dei salari nominali e da una concomitante inflazione in ascesa, che nel 2018 sale all'1,0 % a causa dei prezzi più alti delle importazioni e dell'energia.

Nel corso del 2019 i fattori di crescita del mercato interno assumeranno più rilevanza, sostiene la Seco. Soprattutto i consumi privati dovrebbero tornare a crescere maggiormente: da un lato si prevede un ulteriore rasserenamento della situazione sul mercato del lavoro (occupazione: +1,1%, tasso di disoccupazione: 2,4%), dall'altro anche il reddito reale dovrebbe crescere moderatamente, pure grazie all'inflazione che nella media del 2019 dovrebbe scendere allo 0,8%. L'economia mondiale potrebbe invece risultare sempre meno dinamica; di conseguenza diminuiranno anche gli impulsi per il commercio estero elvetico.

Gli esperti della Confederazione mettono comunque in guardia da alcuni rischi per l'economia mondiale, dalla controversia commerciale tra gli Stati Uniti e altre importanti aree economiche all'incertezza che deriva dalla posizione poco chiara del governo italiano, agli effetti della Brexit. Inoltre negli ultimi mesi alcuni paesi emergenti sono stati colpiti da forti oscillazioni del tasso di cambio e da deflussi di capitali.

Questi fattori potrebbero accentuare la pressione sul franco quale "porto sicuro", cosa che affievolirebbe notevolmente il commercio estero svizzero e la crescita economica, rileva la Seco. A livello interno permane il rischio che squilibri latenti nel settore immobiliare portino a una forte correzione in questo comparto.

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