SVIZZERA
06.08.2018 - 10:380
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

Tamedia contro la Comco: «Guarda a noi, nani davanti a Facebook»

Per il ceo Christoph Tonini la Commissione della concorrenza, che esaminerà l'acquisizione di Goldbach, è «fuori dalla realtà»

ZURIGO - Il ceo di Tamedia Christoph Tonini critica apertamente la Commissione della concorrenza (Comco) e definisce «fuori dalla realtà» la decisione di quest'ultima di voler procedere a un esame approfondito dell'acquisizione prevista della società Goldbach da parte del gruppo editoriale zurighese.

In un'intervista pubblicata oggi dal portale d'informazione "persoenlich.com", Tonini spiega come molti soldi provenienti dalla pubblicità vadano a finire nelle tasche di Google e Facebook, mentre la Comco esamina da mesi la concentrazione Tamedia-Goldbach. «Mi chiedo se la Commissione si renda conto del fatto che già oggi in Svizzera siamo tutti nani di fronte a questi giganti di Internet», aggiunge il presidente della direzione di Tamedia.

Tonini parte dal presupposto che Google e Facebook realizzeranno nella Confederazione un fatturato di circa 2 miliardi di franchi nel 2018. Il ceo di Tamedia auspica che con la concentrazione tra Tamedia e Goldbach si possa «in parte contrastare» l'avanzata della filale di Google, Youtube.

Nel maggio scorso, la Comco aveva reso noto che avrebbe esaminato in maniera approfondita il progetto delle due aziende e in particolare se vi fossero indizi secondo i quali tale concentrazione crei o rafforzi una posizione dominante.

Secondo la Comco, Tamedia - con oltre 50 piattaforme digitali - riesce a raggiungere gran parte della popolazione svizzera in tutte le regioni linguistiche, mentre la società zurighese Goldbach ha una posizione di leader nell'ambito della commercializzazione di media elettronici. Le due aziende prevedono in futuro di proporre offerte a 360 gradi in numerosi settori, tra cui TV, radio, affissioni pubblicitarie e media online e cartacei.

Per quanto riguarda le voci di una possibile soppressione fino a 160 posti di lavoro presso Tamedia entro il 2020, nell'intervista Tonini ha affermato di non poter ancora dire con precisione quanti licenziamenti ci saranno. «Ciò che è certo è che la situazione è difficile», ha aggiunto. «Quando si osserva che nell'editoria si perde annualmente dal 10 a 12% di entrate pubblicitarie, è chiaro che da un punto di vista puramente economico si debba procedere a risparmi».

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