SVIZZERA
21.03.2018 - 12:080
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

L'aumento dei tassi farà "male" solo al settore immobiliare

Gli analisti di Credit Suisse sostengono che l'economia elvetica sarà perfettamente in grado di reggere, quando accadrà

ZURIGO - Ampie parti dell'economia svizzera reggeranno un aumento dei tassi d'interesse. Lo sostengono gli esperti del Credit Suisse. Fa eccezione il mercato immobiliare.

La grande banca si aspetta che la Banca nazionale svizzera (BNS) aumenti i tassi d'interesse nel marzo 2019 per la prima volta dal 2007. In vista di questa svolta gli specialisti del Credit Suisse hanno esaminato le ripercussioni di una simile mossa sull'economia elvetica giungendo alla conclusione che un ritocco moderato non frenerà l'economia complessiva.

L'aumento dei tassi potrebbe comportare turbolenze per il mercato immobiliare, ma grazie alle misure precauzionali adottate dalle autorità e dalle banche anche in tal caso il rischio per l'economia nel suo insieme sarebbe limitato, e ciò nonostante l'indebitamento privato si situi a un livello record nel confronto internazionale.

Stando allo studio trimestrale "Monitor Svizzera", pubblicato oggi e dedicato stavolta appunto alle conseguenze di un aumento dei tassi d'interesse, tale peso può essere ben retto dalle economie domestiche, considerando che la quota di reddito che esse devono utilizzare per pagare gli interessi non è mai stata così bassa, in quanto i tassi ipotecari sono scesi ai minimi storici.

Se i tassi ipotecari medi fossero attualmente ai livelli del 2007 (3,3%), alle economie domestiche che possiedono un'abitazione il servizio del debito costerebbe il doppio rispetto a oggi. Se il livello dei tassi d'interesse fosse quello dei periodi di picco degli anni Novanta (7,8%), il servizio del debito sarebbe perfino cinque volte più costoso, hanno calcolato gli economisti del Credit Suisse.

Gli esperti della grande banca non si aspettano tuttavia che ciò abbia ripercussioni negative sui consumi e quindi sulla congiuntura. Questo a causa della quota relativamente bassa di proprietari di abitazioni, ma anche perché le economie domestiche tendono piuttosto a risparmiare di meno che a spendere di meno. Si può comunque prevedere una flessione della domanda per alcuni beni di consumo come automobili e spese nell'ambito del commercio al dettaglio.

Neppure le decisioni d'investimento delle imprese risentiranno del mutato contesto dei tassi d'interesse. Come conferma un precedente sondaggio del Credit Suisse tra le PMI, alle condizioni di finanziamento (come il livello dei tassi) si attribuisce spesso un'importanza secondaria nell'ambito delle decisioni di investimento riguardanti attrezzature e macchinari. Gli investimenti nella costruzione sono invece la categoria di domanda con la più marcata - e negativa - sensibilità ai tassi d'interesse.

Nello studio viene poi rilevato che un aumento dei tassi d'interesse dovrebbe tendenzialmente sostenere i proventi degli istituti finanziari, e ciò aiuterebbe ad ammortizzare le eventuali ripercussioni negative del mercato immobiliare sull'intera economia.
 
 

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