Keystone
SVIZZERA
16.08.2017 - 14:280
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

La Posta: personale sempre impegnato, ma...

I dubbi vengono a galla attraverso il sondaggio dei collaboratori

BERNA - Malgrado le ristrutturazioni, l'impegno dei collaboratori della Posta resta elevato, si rallegra stamani il gigante giallo. Per il sindacato di categoria Syndicom, il tradizionale sondaggio dei collaboratori mostra invece che il sostegno "si sgretola".

Con 81 punti, l'impegno dei collaboratori si mantiene elevato, anche se è inferiore di un punto rispetto ad un anno fa, rileva la Posta in una nota pubblicata oggi. L'ex-regia federale si basa su un sondaggio al quale ha partecipato quasi l'80% dei circa 47.000 collaboratori.

Anche altri valori sono al ribasso di un punto, come la soddisfazione del personale (73) e management (70 punti). Il calo più marcato riguarda il fattore "strategia" (63, -4 punti) e ciò - rileva la Posta - in un contesto di "profondi cambiamenti".

«L'impegnativa situazione di mercato e le sue ripercussioni sul gruppo sono avvertite anche dai collaboratori», rileva la Poste. I cambiamenti alimentano insicurezze e timori. Per questo l'impresa ricorda che stabilisce un dialogo regolare con i dipendenti tramite per esempio degli eventi informativi incentrati sulla sua strategia.

Per Syndicom, il sondaggio mostra che il sostegno del personale si sta sgretolando. «Gli indici di soddisfazione del persone per quanto riguarda direzione e strategia crollano letteralmente. È la media più bassa registrata da anni», rileva il sindacato in una nota.

La motivazione a fornire prestazioni, l'identificazione con l'impresa e la soddisfazione del personale rispetto ai diretti superiori restano molto elevate, aggiunge il sindacato.

Ma «né i bisogni della popolazione, né quelli della politica e del personale sembrano svolgere il minimo ruolo per la direzione del gruppo», afferma Matteo Antonini, vice responsabile al sindacato del settore Poste e Logistica, citato nella nota.

Nell'ottobre scorso, la Posta ha reso noto di voler chiudere 600 uffici entro il 2020. Nel frattempo il gigante giallo ha reso pubblici i suoi piani per più della metà dei cantoni. Le chiusure provocano malcontento in seno alla popolazione e tra le autorità cantonali e comunali. Anche il parlamento è intervenuto a varie riprese.

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