Keystone
SVIZZERA
28.07.2017 - 07:510
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

Trimestrale da 303 milioni per Credit Suisse

L'utile netto ha fatto segnare una progressione del 78% rispetto allo stesso periodo del 2016

ZURIGO - Credit Suisse ha generato nel secondo trimestre un utile netto di 303 milioni di franchi, in forte progressione (+78%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Da aprile a giugno i ricavi operativi si sono attestati a 5,21 miliardi di franchi, in crescita del 2%. I costi di esercizio sono diminuiti dell'8% a 4,54 miliardi. L'utile ante imposte è praticamente triplicato a 582 milioni di franchi.

Le cifre annunciate oggi corrispondono grosso modo alle previsioni degli analisti consultati dall'agenzia finanziaria AWP, che si attendevano ricavi di 5,24 miliardi e un utile netto di 309 milioni. L'utile ante imposte ha da parte sua nettamente superato le stime fissate a 428 milioni di franchi. Minori del previsto i costi, che erano stati calcolati in 4,74 miliardi.

"Il nostro programma globale di riduzione dei costi è sulla buona strada per arrivare a meno di 18,5 miliardi di franchi nel 2017, dopo aver registrato 9,1 miliardi di costi nel primo semestre", ha comunicato il Ceo Tidjane Thiam, citato in un comunicato odierno.

La banca, ormai a metà percorso nell'attuazione del piano strategico, ha confermato l'obiettivo di contrazione dei costi sotto i 17 miliardi di franchi alla fine del 2018. L'effettivo totale è stato ridotto di 410 persone su tre mesi a 46'230 dipendenti.

La divisione Global Markets, in piena ristrutturazione, ha realizzato una performance migliore delle aspettative, con un utile ante imposte di 257 milioni, in aumento del 67%. Anche tutte le altre divisioni hanno superato le attese ad eccezione in particolare di Investment Banking & Capital Markets (IBCM), Corporate Center e Strategic Resolution Unit (SRU).

La divisione svizzera che Credit Suisse ha alla fine rinunciato a portare parzialmente in Borsa resta la più redditizia: l'utile ante imposte è cresciuto dell'11% a 502 milioni di franchi.

L'evoluzione si è dimostrata particolarmente soddisfacente per la divisione della gestione patrimoniale internazionale che ha realizzato un utile ante imposte in progressione di circa il 50% a 365 milioni. Al contrario l'omologo segmento Asia Pacifico ha registrato un utile ante imposte di 188 milioni di franchi in calo del 9% rispetto allo stesso periodo del 2016.

A fine giugno la banca aveva in gestione una massa di 1307,3 miliardi di franchi. Nelle divisioni chiave l'afflusso netto di capitale ha raggiunto i 12,1 miliardi: nella gestione patrimoniale le entrate sono state di 7,5 miliardi.

Alla fine del secondo trimestre il tasso di fondi propri (CET1) si attestava al 13,3%, contro l'11,7% di tre mesi prima.

Gli accantonamenti netti per rischi giuridici hanno raggiunto i 76 milioni di franchi nel secondo trimestre.

Quanto agli obiettivi per il resto dell'anno Credit Suisse rimane sul vago: sul piano macro-economico l'istituto afferma che «le prospettive di crescita stanno migliorando in numerose regioni in cui operiamo».

Commenti
 
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GI 3 anni fa su tio
Chissà se le imposte da pagare (o pagate...) possano essere sufficienti per far beneficiare (con sussidi vari) coloro che hanno contribuito a questo risultato con la loro partenza ?

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