SVIZZERA
31.08.2016 - 11:590
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

Swissmem, nuove commesse in crescita

L'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM) svizzera ha ripreso fiato nel primo semestre 2016

ZURIGO - Dopo lo choc causato dal franco forte, l'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM) svizzera ha ripreso fiato nel primo semestre 2016. Anche se i fatturati continuano a calare, le nuove commesse sono cresciute del 9,6% su base annua.

Nei primi sei mesi dell'anno i ricavi si sono ridotti del 3,5%. Un'evoluzione favorevole è invece stata registrata nel corso del secondo trimestre, con un incremento dell'1,8%, ha indicato oggi l'organizzazione padronale del settore, Swissmem, in una conferenza stampa a Zurigo.

Anche le vendite sono tornate a crescere dopo sette mesi consecutivi di flessione. La timida ripresa concerne soprattutto le grandi imprese. Nel solo periodo tra aprile e fine giugno, le commesse sono progredite del 18,5%.

Parte della crescita è riconducibile - sostiene Swissmem - ad un effetto di base. Il risultato del secondo trimestre 2015 si era rivelato «estremamente negativo», a causa della forza del franco dopo l'abbandono della soglia minima tra la valuta elvetica e l'euro, il 15 gennaio 2015, da parte della Banca nazionale svizzera (BNS).

Per quanto riguarda le esportazioni, fortemente penalizzate dal rincaro del franco, è stato osservato un ritorno di tendenza tra aprile e fine giugno. In questo lasso di tempo le forniture all'estero sono aumentate dell'1,8%, mentre sono rimaste stabili sull'insieme del primo semestre presentando un calo infimo dello 0,1% a 31,6 miliardi di franchi.

Negli ultimi sei mesi, i principali mercati si sono mossi in modo contrastante. Se le esportazioni verso l'Unione europea (UE), primo cliente delle imprese svizzere, e quelle verso gli Stati Uniti sono aumentate, rispettivamente del 3,4% e del 2,6%, quelle destinate all'Asia si sono fortemente ridotte (-6,4%).

Le esportazioni di strumenti di precisione hanno registrato la maggiore progressione (+4,7%). Un aumento delle forniture all'estero si è verificato anche nei rami elettrotecnica ed elettronica (+2,3%) e metallurgia (+1,6). Una contrazione del 2,1% vi è stata per contro per i fabbricanti di macchine.

Il difficile esercizio del 2015 ha lasciato il segno sugli effettivi dell'industria MEM. Al termine del secondo trimestre 2016, il settore occupava in tutto 321'000 persone, ovvero l'1,4% in meno rispetto all'anno precedente.

In seguito all'abbandono della soglia minima, sono stati cancellati oltre 9200 impieghi. Nel secondo trimestre, con i primi segnali di stabilizzazione, gli effettivi sono leggermente aumentati rispetto ai 319'400 salariati di fine marzo.

Per quanto riguarda il resto dell'anno, Swissmem osserva che i suoi membri sono ottimisti, pur restando prudenti. Solo il 13% di loro teme un calo delle commesse nei prossimi dodici mesi.

Nonostante le prospettive più favorevoli, Swissmem sottolinea che alcune imprese soffrono ancora del vigore della valuta elvetica. Le piccole e medie imprese (PMI) continuano a subire una forte pressione sui loro margini.

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