Aumentano i casi censiti di razzismo

Denunciati 196 episodi nel 2012, contro i 156 del 2011
BERNA - Sono 196 i casi di razzismo censiti lo scorso anno in Svizzera, contro 156 nel 2011. La crescita è da ricondurre in gran parte all'aumento del numero di centri di consultazione. Come in precedenza, gli incidenti sono stati particolarmente numerosi nel mondo del lavoro (31) e nello spazio pubblico (20), indica un rapporto pubblicato oggi dall'associazione humanrights.ch e dalla Commissione federale contro il razzismo.
Gli 11 consultori svizzeri hanno inoltre registrato 18 casi nel mercato dell'alloggio e 18 nel settore della scuola e della formazione. Gli autori dello studio hanno constatato un aumento di incidenti nei media: 16, contro 5 nel 2011. Sono invece diminuiti quelli legati alla politica: 3, contro 13 nel 2011.
Ancora una volta il fenomeno più diffuso riguarda le esternazioni razziste. Il loro numero è passato da 34 a 66 nell'arco di un anno e tocca soprattutto il mondo del lavoro (10 casi), il settore dell'alloggio (9), l'amministrazione pubblica (9) e lo spazio pubblico (8). Sono invece diminuiti i casi di propaganda razzista.
Lo scorso anno si è registrata una progressione anche degli atti più gravi. Ci sono stati 14 casi di lesione dell'integrità fisica (+9), 22 casi di minacce (+8) e 3 casi di manifestazioni o raduni di estrema destra (+3).
Restano numerosi i casi di discriminazione nei confronti di persone di colore e sono in aumento quelli nei confronti delle popolazioni nomadi. Gli atti di razzismo hanno interessato soprattutto persone originarie dell'Europa centrale e dell'Africa, ma anche cittadini svizzeri scambiati per stranieri. Ai consultori si sono rivolti più uomini che donne. La maggioranza aveva più di 25 anni.
Il rapporto evidenzia anche "un'evoluzione positiva": sempre più spesso i casi di razzismo non vengono segnalati dalla vittima ma da testimoni. Segnalare un atto discriminatorio continua infatti ad "essere una prova difficile da compiere per le vittime e i famigliari", indicano gli autori, ricordando i molti atti di razzismo non denunciati.
Ats



