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BERNA
18.02.2020 - 20:330

La ginevrina con cittadinanza revocata non può entrare in Svizzera

I suoi legami passati con l'ISIS le hanno chiuso le poste anche del Principato del Liechtenstein

BERNA - L'Ufficio federale di polizia (fedpol) ha avviato una procedura per vietare l'ingresso in territorio svizzero a una trentenne francese nata a Ginevra. La donna è già stata oggetto di una procedura di ritiro della cittadinanza svizzera in seguito ai suoi legami con l'ISIS.

Le autorità federali non sanno dove si trovi attualmente la donna, riferisce oggi il Foglio Federale. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha avviato nell'ottobre scorso la procedura per ritirarle la cittadinanza svizzera; procedura contro la quale non sembra essersi opposta. All'epoca la SEM aveva indicato che avrebbe potuto trovarsi in Siria.

La trentenne è originaria del villaggio vodese di Berolle e ha ancora la nazionalità francese. Ha ora tempo fino al 3 di marzo per intervenire presso fedpol e prendere posizione sul suo divieto di entrare in territorio svizzero e del Principato del Liechtenstein.

La fuga in Siria - All'inizio di gennaio, i media hanno riferito che la donna è nata e cresciuta a Ginevra. Nel 2016 è partita per la Siria nei territori sotto il controllo del sedicente Stato islamico (Isis) con le sue due figlie maggiori all'insaputa dei due padri. Lì era sposata con un combattente ucciso in un raid di droni nel 2018.

In base alla legge, la SEM può ritirare la cittadinanza svizzera a chi possiede una doppia nazionalità e leda gravemente gli interessi o la reputazione della Svizzera, compromettendo di conseguenza la sicurezza del Paese. È il caso, ad esempio, di persone che abbiano commesso un reato grave nell'ambito di attività terroristiche o di estremismo violento.

Il ritiro del passaporto rosso crociato è possibile solo se la persona interessata possiede un'altra nazionalità, per evitare di creare degli apolidi, operazione vietata dal diritto internazionale.

In gennaio la SEM ha riferito di «meno di cinque procedure» in corso riguardanti il ritiro della nazionalità svizzera per «persone in relazione al conflitto siriano» - cioè sostenitori dell'Isis. Un'altra quindicina di casi sono in fase di valutazione.

Altri casi - Dalla Seconda guerra mondiale, la giovane franco-ginevrina è la seconda persona a cui viene revocato il passaporto svizzero. Il primo caso, dello scorso settembre, ha riguardato uno svizzero-turco che ha fatto propaganda e reclutato combattenti a favore di un'organizzazione islamista vietata, ed è stato condannato a una pena detentiva di diversi anni per legami con l'ISIS.

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