Keystone (archivio)
SVIZZERA
21.11.2019 - 14:090
Aggiornamento : 16:16

Quel pedofilo recidivo «deve essere internato»

Il Tribunale federale ha accolto un ricorso del Ministero pubblico sangallese: il 60enne resterà internato fino alla fine di maggio del 2020

di Redazione
ats

LOSANNA - Un sessantenne, ritenuto colpevole per ripetuti atti sessuali con fanciulli, deve essere internato. Lo ha stabilito il Tribunale federale che ha accolto un ricorso del Ministero pubblico sangallese. La giustizia di San Gallo aveva condannato l'uomo a una misura terapeutica stazionaria sino alla fine del maggio 2020.

L'uomo era stato condannato una prima volta nel 2006. Il tribunale di San Gallo aveva pronunciato una pena di quattro anni accompagnata da una misura terapeutica stazionaria. Da quest'ultima era stato poi liberato con la condizionale nel 2011.

L'oggi sessantenne era stato arrestato nuovamente nel maggio 2012 per fatti simili e gli era stata inflitta una pena detentiva di 21 mesi. In quell'occasione era stato reinserito nella misura terapeutica stazionaria. Nel 2018 il tribunale cantonale aveva deciso di non prolungare tale provvedimento, a causa della mancanza di risultati.

L'autorità di esecuzione delle pene aveva allora chiesto l'internamento ordinario, ma la giustizia aveva ritenuto la domanda sproporzionata e aveva prolungato la misura terapeutica stazionaria sino alla fine del maggio 2020.

In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ammette il ricorso del Ministero pubblico sangallese e rinvia la causa al Tribunale cantonale affinché ne ordini l'internamento. I giudici di Losanna ritengono che i reati giudicati nel 2006 sono sufficientemente gravi per giustificare tale misura.

Gli atti sessuali con fanciulli sono tra i delitti più gravi, ricorda la Corte di diritto penale. L'uomo ha violato l'integrità psichica e sessuale delle vittime anche se ha agito senza violenza fisica.

Il Tribunale federale è giunto alla conclusione che le terapie precedenti non avevano impedito la commissione di altri reati analoghi. L'inaccessibilità dell'uomo a un trattamento va quindi a favore dell'internamento. Quest'ultimo appare proporzionato visto il rischio elevato di recidiva.

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