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Una delle macellerie colpite.
GINEVRA
06.11.2019 - 17:050
Aggiornamento : 18:19

Tre antispecisti in tribunale

Il trio è sospettato di aver commesso atti vandalici contro macellerie, mattatoi, ristoranti e pelliccerie in varie città romande

GINEVRA - Al Tribunale di polizia di Ginevra è iniziato oggi il processo a tre attivisti antispecisti, accusati a vario titolo di danneggiamenti e violazione di domicilio. Sono sospettati di aver commesso atti vandalici contro macellerie, mattatoi, ristoranti e pelliccerie. Gli imputati rischiano fino a due anni di prigione.

Uno di loro è accusato di aver partecipato a 17 "azioni di sabotaggio" di vetrine di macellerie a Ginevra e Nyon (VD), di danneggiamenti ai danni del mattatoio di Perly (GE) e di attacchi a locali legati alla sperimentazione su animali nel canton Friburgo. Ha trascorso undici mesi in preventiva ed è stato liberato recentemente su decisione del Tribunale federale.

Si tratta di un 28enne recidivo, già condannato cinque volte in passato. Compare in tribunale con una 22enne ritenuta coautrice di vari atti di vandalismo commessi tra gennaio e novembre del 2018. I due hanno contestato la maggior parte dei fatti, e l'uomo non ha voluto rispondere alle domande del pubblico ministero.

Assieme a loro viene giudicato un altro militante animalista, di 21 anni, che ha fatto appello per una condanna inflittagli in seguito all'occupazione del centro per la lavorazione della carne Bell di Oensingen (SO), nel novembre scorso, e per aver scritto sui muri di un ristorante ginevrino con una bomboletta spray.

Il processo è iniziato con una serie di questioni pregiudiziali sollevate da Olivier Peter, avvocato dell'imputato principale, secondo il quale l'istruttoria non è stata effettuata correttamente e alcune prove andavano considerate illecite. Il legale ha ricordato che secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo una procedura è iniqua se presenta vizi di forma. Ha quindi invitato il tribunale ad archiviare la denuncia e a risarcire il suo cliente per la detenzione preventiva subita.

Dopo più di due ore, il giudice unico ha rifiutato le questioni pregiudiziali, escludendo però dal procedimento alcuni documenti e testimonianze.

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