Keystone (archivio)
SVIZZERA / MAROCCO
14.10.2019 - 17:110

Scandinave uccise, pena ridotta a uno svizzero

L'uomo era stato inizialmente condannato a dieci anni di carcere con l'accusa di formazione di banda terroristica. Il suo avvocato: «Condanna ingiusta che non si basa su fatti comprovati»

RABAT - Davanti a una corte d'appello marocchina, uno svizzero condannato in aprile a dieci anni di reclusione per "formazione di banda terroristica" ha ottenuto la riduzione della pena a cinque anni di carcere, ha indicato il suo avvocato all'agenzia di stampa francese Afp. L'uomo era stato arrestato il 10 gennaio.

Il 33enne tecnico informatico era stato fermato a Temara, vicino alla capitale Rabat, durante un'ondata di arresti in seguito alla decapitazione di due giovani turiste scandinave a metà dicembre sulle montagne dell'Atlante. Questo caso ha solo un nesso molto vago con questo doppio omicidio, attualmente giudicato in appello presso la stessa corte.

La pena è stata ridotta mercoledì scorso dalla Camera d'appello del tribunale antiterrorismo di Salé, ha riferito Khalil Idrissi, legale del 33enne. «È una condanna ingiusta che non si basa su fatti comprovati», ha detto.

Secondo l'avvocato, il cittadino elvetico è stato arrestato per aver ricevuto una e-mail da una delle 24 persone perseguite per il doppio omicidio, un uomo con la doppia cittadinanza svizzera e spagnola. È anche accusato di aver avuto scambi di informazioni esplicite con altri confederati sospettati da Berna di avere legami con la Siria.

Per il doppio omicidio commesso in nome del gruppo jihadista Stato islamico (Isis), contro lo svizzero-spagnolo in primo grado la corte ha pronunciato 20 anni di reclusione, mentre i principali sospetti sono stati condannati a morte. Il processo in secondo grado per i cosiddetti omicidi di Imlil è in corso dal 27 agosto.

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