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L’uomo voleva a suo dire liberare la giovane da un demone. Per esorcizzarla la calpestò al suolo, provocandole gravi lesioni interne.
TURGOVIA
19.06.2019 - 16:550

Uccise la figlia durante un esorcismo, pena aumentata

Il Tribunale superiore turgoviese ha accresciuto in appello gli anni di carcere da 9 a 12. I fatti risalgono al gennaio del 2016

FRAUENFELD - Il Tribunale superiore turgoviese ha accresciuto in appello da nove a 12 anni di carcere la pena inflitta in primo grado a un tedesco, oggi 52enne, che nel gennaio 2016 aveva brutalmente ucciso la figlia 25enne, che voleva esorcizzare.

Il processo si era tenuto lo scorso 13 marzo ma la sentenza è stata comunicata solo oggi. Il Tribunale distrettuale di Frauenfeld, il 9 marzo 2018, aveva condannato l'imputato con l'accusa di omicidio per dolo eventuale. Questi aveva presentato ricorso, invocando una pena più mite: il suo difensore aveva chiesto tre anni soltanto per omicidio colposo.

Il tribunale d'appello è stato invece più severo, considerando anche l'accusa di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. Ha così seguito in parte il pubblico ministero, che auspicava almeno 13 anni di carcere. Contro la sentenza è ancora possibile presentare ulteriore ricorso.

Per la giustizia turgoviese si tratta di un chiaro caso di dolo eventuale: l'imputato doveva supporre che i brutali maltrattamenti sulla figlia avrebbero potuto provocarne la morte: l'uomo ha messo in conto questo rischio.

Il dramma era avvenuto il 2 gennaio 2016 a Wagenhausen (TG) nell'abitazione di un conoscente, che in quel momento era assente. L'ospite, l'imputato e la figlia erano appassionati di riti medioevali. Il tedesco - che aveva conosciuto sua figlia solo due anni e mezzo prima e a suo dire voleva liberarla da un demone - per esorcizzarla, oltre a massaggiarla intimamente, l'ha calpestata con tutto il suo peso e con «grande violenza», soprattutto nella parte ventrale, mentre la ragazza giaceva al suolo.

La giovane, mingherlina, di piccola statura e ritardata mentale ha riportato varie gravi lesioni interne. Mentre giaceva a terra priva di sensi il padre non ha cercato aiuto, convinto che potesse rianimarla con le sue pratiche.

Il tribunale regionale di Frauenfeld aveva prosciolto l'imputato dall'accusa di atti sessuali con persone incapaci di discernimento, come anche da quella di perturbamento della pace dei morti. Aveva infatti dato credito all'affermazione dell'imputato, secondo cui questi credeva per davvero che con le sue manipolazioni sessuali alla moribonda potesse stimolare il suo "chakra di base" e così rianimarla.

D'altro parere si è mostrato il Tribunale superiore, che ha ritenuto le spiegazioni del tedesco come miranti semplicemente a proteggere sé stesso. Chi abusa sessualmente di una persona incapace di discernimento e inetta a resistere è punibile senz'altro per questo reato, hanno ritenuto i giudici d'appello.

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