Keystone (archivio)
ARGOVIA
21.05.2019 - 16:030

Azione spropositata, pena inasprita per un ufficiale di polizia

A processo per l'intervento dell'unità speciale da lui ordinato nel 2009, l'uomo è stato ritenuto colpevole di lesioni colpose gravi per aver ferito seriamente un aspirante suicida

AARAU - Pena pecuniaria inasprita per un ufficiale della polizia argoviese a processo per l'intervento di un'unità speciale da lui ordinato nel 2009. Su richiesta del Tribunale federale, il Tribunale cantonale di Argovia lo ha giudicato colpevole anche di lesioni colpose gravi.

Con una sentenza non ancora definitiva, la corte cantonale ha condannato l'ufficiale di polizia, oggi 64enne, a 270 aliquote giornaliere da 180 franchi, sospese con la condizionale per un periodo di prova di due anni.

Nel novembre 2017, il medesimo tribunale aveva riconosciuto l'uomo colpevole di abuso d'autorità, violazione di domicilio e danneggiamento, ma come già la prima istanza lo aveva prosciolto dall'accusa di lesioni colpose gravi. In quell'occasione la pena era stata fissata in 180 aliquote da 180 franchi, pure con la condizionale.

L'ufficiale di polizia è stato giudicato per aver ordinato, il 25 maggio 2009 a Wohlen (AG), un intervento degli agenti dell'unità speciale "Argus" nell'appartamento di un cittadino serbo, all'epoca 30enne, che impugnava un coltello da cucina e minacciava di suicidarsi.

La moglie riuscì a scappare assieme alla figlioletta di tre anni e ad allarmare la polizia. Dopo due tentativi falliti di mediazione, sei agenti dell'unità speciale fecero irruzione nell'abitazione: uno di loro sparò due colpi da breve distanza e un altro utilizzò un taser. Colpito al ventre, il 30enne riportò gravi ferite e rimase a lungo ricoverato in ospedale.

Per condurre l'inchiesta è stato nominato un procuratore straordinario. Sia il procuratore che l'imputato hanno fatto ricorso contro la precedente sentenza del Tribunale cantonale. Lo scorso mese di febbraio, il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso dell'ufficiale, ma ha dato seguito a quello del procuratore straordinario.

I giudici del TF hanno sottolineato come i loro colleghi del Tribunale cantonale avessero ammesso che l'intervento delle forze speciali non era giustificato. L'uomo aveva messo in pericolo se stesso minacciando di suicidarsi, ma non sussisteva pericolo per altre persone.

Per la medesima vicenda è stato giudicato anche l'agente che aveva aperto il fuoco: il poliziotto è stato assolto dalle accuse di lesioni gravi e tentato omicidio. Il cittadino serbo ferito nell'operazione di polizia è deceduto nell'aprile del 2015. È stato tuttavia accertato che la sua morte non aveva nessun legame con i fatti del 2009.

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