20 Minuten
SAN GALLO
15.05.2019 - 22:310
Aggiornamento : 16.05.2019 - 07:19

4 anni di inferno per una famiglia:«Non ho abusato delle mie figlie»

Nonno, papà e collega sono stati accusati di violenze sessuali nei confronti delle bimbe di casa, di 2, 5, 7 e 8 anni. Ma era tutto falso

SAN GALLO - Quel 27 agosto 2015 la Polizia Cantonale di San Gallo si è mossa in forze. Alle 6.30 si è presentata a Rüthi (SG) davanti alla fattoria della famiglia Kopp e ha ammanettato il primogenito Stefan. Gli agenti sono poi saliti all'alpe per arrestare suo padre Edwin. In seguito hanno fermato anche un collega dei due, prelevandolo al suo domicilio.

Le accuse erano pesantissime: violenze sessuali e incesto reiterato nei confronti delle quattro bimbe di casa (di 2, 5, 7 e 8 anni). Adenunciarli – in una lunghissima confessione – la madre, ex-compagna di Stefan e andata via di casa.

I tre sono rimasti in carcere per 40 giorni, dopodiché sono stati rilasciati. Il motivo? L'accusa è risultata essere falsa: troppe falle e approssimazioni nella testimonianza di lei, mancanza di indizi ed esami medici sulle piccole negativi.

Da liberi l'incubo non finisce - Ritrovata la libertà, però, l'incubo è tutt'altro che finito: «In paese lo sapevano tutti, la gente ci evitava come la peste», racconta il papà delle ragazze a 20 Minuten. E aggiunge: «Le mie figlie a scuola ancora adesso le prendono in giro, la più grande - che fa le medie - è stata vittima di bullismo».

Mentre le indagini continuavano - e per diversi mesi - ai tre sospettati sono state imposte forte limitazioni su dove potevano andare e con chi potevano parlare.

«Risarcimento, sì, ma irrisorio» - Il 29 aprile 2019, infine, arriva il (parziale) sollievo con il proscioglimento dall'accusa: «Un sacco di sofferenza che si poteva evitare, ho perso il lavoro e ho vissuto quattro anni d'inferno».

L'uomo ha ricevuto 58'000 franchi di risarcimento dalle autorità ma spiega: «È nulla rispetto a tutto quello che ho, che abbiamo, passato». Al nonno delle bimbe la somma offerta è ancora più irrisoria: «24'000 franchi, ma lui si sta già muovendo perché sia fatta giustizia».

Il procuratore si difende: «C'erano tutti i presupposti» - Si difende la portavoce del procuratore Beatrice Giger: «In quei momenti i sospetti erano forti, c'erano i presupposti per una detenzione preventiva», spiega, «non si poteva escludere il rischio che i due imputati agissero per inquinare le prove».

Non ci sta Kopp: «Tutta la faccenda è stata gestita male, non ci è mai stata offerta la possibilità di fare chiarezza. Se il pubblico ministero ci avesse ascoltati tutto sarebbe andato diversamente... Com'è possibile che ti portino via in manette solamente per le parole di una persona? La cosa che mi ferisce di più, però, è che nessuno ci abbia mai chiesto scusa».

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