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ZURIGO
27.02.2019 - 09:380
Aggiornamento : 11:27

In Siria per unirsi all'Isis, condannati 2 giovani

Pene sospese con la condizionale, rispettivamente di 11 e 10 mesi di detenzione, ad un fratello e una sorella

WINTERTHUR - Pene sospese con la condizionale per i due giovani, fratello e sorella, giudicati a Winterthur per presunto sostegno all'Isis: nel 2014, quando ancora erano minorenni, i due si recarono in Siria con l'intenzione di unirsi al sedicente Stato islamico.

Il Tribunale dei minorenni di Winterthur ha pubblicato oggi la sentenza che condanna la giovane donna - che oggi ha 19 anni ed ha già trascorso 9 mesi in detenzione preventiva - a 10 mesi di prigione con la condizionale.

Il fratello di 20 anni si è visto infliggere una condanna a 11 mesi pure sospesi; anche lui ha già passato 10 mesi in prigione. Per la sospensione condizionale è stato fissato un periodo di prova di un anno, durante il quale i due avranno contatti regolari con i servizi di prevenzione della polizia. La sentenza non è ancora definitiva.

Il dibattimento a porte chiuse si è tenuto agli inizi di dicembre. I giornalisti accreditati hanno potuto seguire soltanto la fase degli interrogatori. La pubblica accusa aveva chiesto pene detentive con la condizionale di 11 e 12 mesi.

I due giovani, che all'epoca avevano 15 e 16 anni, si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere. Secondo l'atto di accusa, si sarebbero radicalizzati nel corso del 2013, frequentando moschee che praticavano una «interpretazione conservatrice del Corano».

Nel dicembre del 2014 salirono su un aereo diretto in Turchia e si trasferirono in un territorio siriano controllato dagli islamisti, dove hanno vissuto in un appartamento «rendendosi utili» all'Isis. L'esperienza in Siria durò un anno circa.

Nel dicembre 2015, i due fratelli furono arrestati appena giunti all'aeroporto di Zurigo, con l'accusa di sostegno a un'organizzazione criminale e di violazione dell'articolo della legge federale che vieta i gruppi "Al Qaida" e "Stato islamico".

Per il tribunale dei minorenni, è provato che i due abbiano sostenuto l'Isis. Si sono recati volontariamente in Siria ed hanno vissuto per circa un anno nell'area controllata dal regime del sedicente Stato islamico «condividendone le idee», ha affermato il presidente del tribunale.

Le pene sono di poco inferiori al limite di 12 mesi previsto dal diritto penale minorile per questo tipo di reati. Soltanto in caso di partecipazione ai combattimenti si sarebbe potuto arrivare ad una condanna fino a quattro anni.

Secondo il giudice, non ci sono circostanze attenuanti. I due fratelli non hanno avuto una gioventù problematica, e «sapevano esattamente a cosa andavano incontro».

Dal processo è emerso che durante il loro soggiorno in Siria i due imputati hanno impararono l'arabo e studiato il Corano. Hanno inoltre avuto intensi contatti con i simpatizzanti dell'Isis e inizialmente hanno cercato di convincere famigliari e amici a raggiungerli.

Il fratello svolgeva compiti logistici nella zona di confine: una foto lo mostra mentre indossa una fondina per un arma. La sorella «si occupava della casa e della cucina» e insegnava l'inglese a bambini.

Della loro fuga dalla Siria si sa poco. I loro genitori a Winterthur hanno comunque fatto di tutto per convincerli a ritornare. La madre li ha anche raggiunti in Siria, vivendo con loro per un po' di tempo, fino al viaggio di rientro nel dicembre 2015.

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