Keystone
VAUD
10.01.2019 - 18:230

Procuratrice di Vevey assolta dalle accuse di minaccia

Il gruppo Impact che gestisce i conflitti di lavoro ha confermato che non c'è stato mobbing verso una sua subalterna

LOSANNA - Il Tribunale di polizia di Losanna ha assolto oggi la procuratrice vodese Camilla Masson coinvolta in un caso di conflitto in ambito lavorativo: la 47enne, che nel dicembre 2016 aveva rimproverato troppo aspramente una dei suoi subalterni, si era opposta a una condanna con decreto d'accusa per tentate minacce.

Il presidente del tribunale ha precisato di aver preso le distanze dalla funzione dell'imputata, ossia una procuratrice che rappresenta abitualmente l'accusa.

La lite scoppiata tra Masson e una sua dipendente il 16 dicembre 2016 aveva portato a uno scontro. La subalterna è crollata e ha lasciato immediatamente il posto ottenendo un congedo malattia. Lo stesso giorno in una mail la sua responsabile le ha rimproverato il comportamento definendolo "inammissibile" e l'ha informata che si esponeva a misure disciplinari che avrebbero potuto portare al licenziamento.

Uno choc per la dipendente: «Non mi aspettavo questa mail. Tremavo. Non avevo fatto nulla per meritare questo», ha spiegato la segretaria, madre di famiglia che alleva da sola i figli.

In un primo tempo un procuratore indipendente neocastellano, Marc Rémy, aveva ritenuto che l'accusata aveva cercato di spaventare la subalterna prospettandole un possibile licenziamento e l'ha condannata, per tentate minacce, a una pena pecuniaria di cinque aliquote giornaliere da 250 franchi con la condizionale. Masson si è opposta, cosa che ha portato all'udienza di oggi dove è stata assolta su tutta la linea.

L'avvocato della denunciante Youri Widmer aveva chiesto una condanna per tentate minacce e coazione. Ha detto di essere stupito «della mancanza di rimorsi da parte di Masson, che non cessa di presentarsi come vittima». La sua cliente ha sofferto per questa indagine. È stata seguita per mesi a livello psicologico.

Aline Bonard, legale dell'accusata, aveva invece chiesto l'assoluzione completa della sua assistita. «È ormai giunto il momento che questa caccia alle streghe cessi», ha detto. A suo avviso la denunciante cerca di «attaccare il Ministero pubblico nel suo insieme». La sua cliente sarebbe solo un «capro espiatorio». Il gruppo Impact che gestisce i conflitti di lavoro ha confermato che non c'è stato mobbing.

Masson ha spiegato che la contestata mail è stata imposta e convalidata dal procuratore generale Eric Cottier.

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