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BERNA
20.12.2018 - 14:570

Condannato e recidivo, ma non sarà espulso

La sua situazione, sottolinea il Tribunale federale, costituisce «un caso di rigore»

BERNA - Uno cittadino spagnolo condannato per rapina non sarà espulso, malgrado sia recidivo. La sua situazione costituisce un caso di rigore, ha affermato il Tribunale federale (TF) precisandone i criteri.

Lo scorso anno, il Tribunale cantonale vodese aveva inflitto allo spagnolo - nato in Svizzera - una condanna a 12 mesi per rapina e violazione delle leggi sulle armi e sugli stupefacenti e a una espulsione dalla Svizzera per cinque anni.

Tra il 2012 e il 2016, l'oggi 33enne era già stato condannato quattro volte per danneggiamento, minaccia e infrazione alla legge sulle armi. L'uomo aveva anche prestato la propria automobile a una persona sprovvista della patente di guida.

Caso di rigore - Il Codice penale prevede che la condanna di uno straniero per rapina sia obbligatoriamente accompagnata da un'espulsione. È tuttavia possibile rinunciare a questa misura nei casi di rigore, ossia quando l'espulsione metterebbe l'interessato in una situazione personale grave, ma solo se l'interesse pubblico al suo allontanamento non sia preponderante.

Il presente caso rientra in tali eccezioni, afferma il Tribunale federale. Eccezioni che, secondo il legislatore, devono essere concesse in maniera restrittiva, puntualizzano i giudici di Mon Repos.

I criteri da considerare sono l'integrazione, il rispetto dell'ordine giuridico, i rapporti con i familiari, la situazione finanziaria, i redditi, la durata della sua presenza in Svizzera, lo stato di salute e la possibilità di reinserimento nello Stato di origine. Il giudice deve anche valutare le prospettive di reinserimento sociale del condannato.

Nel caso concreto, i giudici di Losanna, chiamati ad esprimersi su un ricorso dell'uomo, hanno ritenuto che l'interesse pubblico per l'espulsione non fosse superiore all'interesse privato del ricorrente a rimanere in Svizzera. L'uomo non ha mai vissuto in Spagna e tutta la sua famiglia - madre, nonna e figli - vivono in Svizzera. Ha inoltre uno stretto rapporto con i suoi figli nonostante sia separato dalla madre.

L'uomo ha anche sempre rispettato i suoi obblighi finanziari, ad eccezione di un breve periodo nell'estate 2016 quando ha perso il lavoro. Il TF ritiene pure favorevoli le prospettive di reinserimento sociale dopo l'esecuzione della pena detentiva.

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