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ZURIGO
08.05.2018 - 22:370
Aggiornamento : 09.05.2018 - 06:40

La Svizzera diventerà meta dei turisti della morte?

Il viaggio dello scienziato Goodall ha fatto il giro del mondo. Markus Renner, esperto di "immagine e reputazione" stima gli effetti dell'eutanasia liberale

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - Il viaggio del biologo australiano 104enne David Goodall, giunto in Svizzera per usufruire dell'aiuto al suicidio da parte di Eternal Spirit, ha fatto il giro del mondo. Markus Renner, esperto di "immagine e reputazione" stima gli effetti di questa mediatizzazione dell'eutanasia liberale.

Mr. Renner, David Goodall è un famoso scienziato. In tutto il mondo i media hanno riferito del suo viaggio in Svizzera per trovare la morte. Ci sarà un'ondata di australiani o di altri stranieri che cercheranno la morte dolce in Svizzera? 

«Questo è abbastanza plausibile, perché Mr. Goodall e i suoi sostenitori hanno portato l'adeguata attenzione internazionale a questa causa che ha avuto notevole copertura mediatica. Sono già stato contattato da colleghi e amici dalla Germania, dagli Stati Uniti, dall'Asia e dal Sud Africa sull'argomento. Che nei media e i social network termini come "eutanasia" o "morire con dignità" abbiano una così forte eco, mostra come la gente sia sensibile su questi temi».

Questo significa che la Svizzera verrà percepita come il luogo nel mondo dove trovare la morte? 

«Il letto di morte del mondo è un'accezione troppo negativa. Anche prima di questo caso la Svizzera era, per la mia esperienza, già nota per l'atteggiamento liberale nei confronti dell'eutanasia, che può anche essere vista come un atto di dignità umana. A mio parere, la Svizzera è molto più aperta in tanti contesti rispetto ad altri paesi, come la Germania. La domanda dovrebbe essere: perché non dovrei mettere fine alla mia vita a determinate condizioni se trovo che non valga più la pena di essere vissuta e non nuoccia a nessun altro? La gestione relativamente liberale di questo problema in Svizzera non si basa su un espediente di marketing mirato per attirare l'attenzione, ma sull'atteggiamento collettivo dei suoi cittadini verso l'argomento».

La Svizzera sarà quindi percepita come positiva o negativa? 

«È probabile che questo abbia un effetto prevalentemente positivo nelle aree liberali del mondo, anche se può essere piuttosto negativo per altri a causa della loro religione. La commercializzazione dell'eutanasia, d'altro canto, sarebbe macabra. Certo è che alcune persone senza scrupoli vedono nel turismo della morte un modello di business. Sarebbe quindi auspicabile che la Svizzera potesse essere un Paese pioniere e che, quindi, a medio termine la necessità di "morire dignitosamente all'estero" non esista più».

Commenti
 
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siska 2 anni fa su tio
Sono convinta che se una persona matura nel tempo una non voglia di vivere e non ci sia nessun affetto caro, nessun rapporto degno e non c'é più nulla oltre lo sguardo é libero di scegliere, Nessuno si deve arrogare il diritto di scegliere quando e in che condizioni un'altro essere umano debba vivere. Se io voglio un domani non mi ferma nessun neppure il gesuita dei gesuiti. Della mia vita e della vita oltre la vita lo decido da sola e quando mi pare. È un discorso duro da sentire ma é così per alcuni. Rispetto chi vuole vivere e ama la vita e non farebbe mai un passo di questo genere. Ognuno decide della propia vita.
matteo2006 2 anni fa su tio
Perplesso come quasi sempre sulle risposte possibili nei sondaggi.
Tato50 2 anni fa su tio
Non è che si viene in Svizzera e si dice : Buongiorno vorrei morire, addio e grazie !! Io faccio parte di Exit da diversi anni e questa, per principio, non dona la "dolce morte" agli stranieri, cosa che Dignitas fa. Per richiedere di passare all'altro mondo non è poi così semplice come si crede perché il tutto viene valutato da esperti e in particolare dal medico di famiglia. Se la situazione del paziente è insostenibile deve essere lui a prendere il medicamento se è in grado; se non lo è, al momento dell'iscrizione, deve dare "procura" ad altri che devono essere tre persone fuori dal contesto famigliare. Questo per l'iscrizione, mentre per l'atto in se, oltre ai citati, può bastare il consenso di un famigliare. Rispondendo a @Paolo Monteverdi sul fatto che siamo fissati e complessati, forse dovrebbe ricordarsi i due ultimi recenti casi in cui cittadini italiani, accompagnati da uno che da anni lotta perché questo possa essere fatto in Italia, sono arrivati da noi e hanno avuto quello che desideravano. L'accompagnatore è ancora sotto processo ma è questo che vuole, che si crei un precedente affinché il "turismo della morte" finisca. Inoltre "che c'entra l'Italia" ? Guarda il titolo e si parla di "turismo della morte" !!
Wunder-Baum 2 anni fa su tio
La cosa triste e’ che un uomo che arriva a un simile traguardo in condizioni di salute discrete, prenda una simile decisione ! Tanti altri anziani, più giovani di lui, ma malati, non vorrebbero lasciare i propri cari, ma devono morire ! E’ piuttosto questa la cosa che mi fa riflettere !
Lokal1 2 anni fa su tio
@Wunder-Baum Egocentrismo
Evry 2 anni fa su tio
D'accordo, libertà ad ognuno, ma ad ogni STRANIERO TURISTA DELLA MORTE NO, lo facciano nelle propria nazione !
Gus 2 anni fa su tio
Libertà ad ognuno!
pontsort 2 anni fa su tio
Vorrà dire che daremo il nostro contributo a risolvere il problema della sovrapopolazione

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