Keystone
Il carcere di Thorberg, nel Canton Berna, dove lavorava il pastore.
ZURIGO
07.02.2018 - 20:130

Violò il segreto professionale in carcere, condannato un pastore

Il 79enne si è visto infliggere 40 aliquote di 250 franchi sospese con la condizionale. Era stato denunciato da un prigioniero per aver fornito informazioni alla polizia

ZURIGO - Denunciato da un detenuto, un pastore riformato che ha lavorato al penitenziario bernese di Thorberg è stato condannato oggi a una pecuniaria sospesa a Zurigo per violazione del segreto professionale. Aveva fornito alla polizia informazioni su precedenti del prigioniero.

Il pastore, 79enne, è comparso davanti al Tribunale distrettuale di Zurigo, con il detenuto 54enne nelle vesti di accusatore privato. La corte gli ha inflitto 40 aliquote giornaliere, di 250 franchi ciascuna, sospese condizionalmente per un periodo di due anni.

Sua moglie, teologa, pure 79enne, è stata assolta. La donna non è mai stata impiegata all'istituzione carceraria. Ha avuto contatti con il carcerato, ma solo quale persona privata.

Per il giudice è risultato assolutamente assodato che il pastore abbia rivelato informazioni confidenziali. L'accusato si è difeso affermando che la presunta violazione del segreto professionale è avvenuta dopo il suo pensionamento. Il giudice ha però sottolineato che il dovere di riservatezza vale fino alla morte e non certo fino al pensionamento. Il pastore ha poi riconosciuto di aver torto di fronte alla legge, ma ha affermato che in coscienza agirebbe ancora così.

Lo scorso mese di maggio, il 54enne aveva aggredito, legato e rapinato una donna nell'appartamento di quest'ultima a Dietikon (ZH). La polizia cantonale zurighese aveva diffuso una foto del ricercato, avvertendo che l'uomo era pericoloso e probabilmente armato.

Dalle indagini era inoltre emerso che egli aveva in passato scontato una pena di più anni a Thorberg. Le forze dell'ordine avevano quindi contattato la coppia di pastori che si era occupata del detenuto.

Oltre alle loro impressioni, i coniugi hanno fornito alla polizia anche informazioni su una perizia psichiatrica a cui l'aggressore di Dietikon era stato sottoposto negli anni '80.

Il tutto però senza chiedere di essere esonerati dai loro doveri di ufficio e professionali. Il Ministero pubblico ha perciò richiesto pene pecuniarie con la condizionale per i due imputati: 60 aliquote giornaliere da 100 franchi per il pastore e 30 aliquote per la moglie.
 
 

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