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SVIZZERA
28.11.2017 - 10:060
Aggiornamento : 14:34

Allarme terrorismo, bloccati 300 video

L'incessante lavoro della Fedpol e i suoi limiti: «Se i filmati vengono diffusi dall'estero non possiamo avviare una procedura, ma solo bloccarli»

BERNA - La lotta contro il terrorismo e la sua propaganda, in Svizzera, si combatte anche sui social network. È quanto afferma l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) in risposta a un'interpellanza del consigliere nazionale Franz Grüter (UDC / LU).

Da marzo 2016, stando alla Luzerner Zeitung, sono stati bloccati quasi 300 video con contenuti violenti, principalmente su Youtube. Come riferisce la portavoce di Fedpol, Cathy Maret, anche alcune pagine di Facebook hanno subito lo stesso trattamento.

Fedpol, un "Trusted Flagger" - Il servizio di video online generalmente risponde molto velocemente alle richieste della Fedpol. L'Ufficio federale di polizia, come molti servizi di sicurezza in tutto il mondo, è considerato dalla piattaforma di Google un "Trusted Flagger" (un segnalatore affidabile). In sostanza può segnalare tutti i video discutibili che vengono poi elaborati da Youtube. Anche Facebook e Twitter hanno dei canali speciali riservati alle autorità per contenuti di questo tipo.

C'è però un problema: come spiega Fedpol, questi video non vengono diffusi dalla Svizzera, quindi non comportano alcun procedimento penale. In caso contrario, sarebbe possibile perseguire le persone che li mettono online in qualità di sostenitori del terrorismo. In ogni caso, non appena viene scoperto un video con contenuti sensibili, Fedpol mette in guardia le autorità competenti all'estero per avviare le indagini.

Fedpol non può agire direttamente - La risposta non ha soddisfatto completamente Franz Grüter. «Stiamo parlando di video estremisti, che contengono atti di violenza o inviti ad aderire alla jihad. Rappresentano un pericolo per lo Stato e per i cittadini». Il consigliere nazionale, insomma, apprezzerebbe se le autorità mettessero a disposizione più risorse per combattere questa forma di propaganda.

L'attuale legislazione non attribuisce però tali poteri a Fedpol, ha spiegato Cathy Maret. La polizia ha bisogno del sospetto di infrazione della legge per avviare una procedura. «Noi agiamo contro i video che riusciamo a scoprire durante le nostre indagini o grazie alle denunce dei cittadini». Si tratta di uno o due casi alla settimana.

Limite di età - Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SRC) ha più spazio di manovra, poiché nel quadro dei suoi controlli contro lo jihadismo, investiga sistematicamente su tutte le attività islamiste che circolano in rete.

A volte Fedpol deve accontentarsi di imporre un limite di età per alcuni video considerati violenti, ma che non hanno un intento propagandistico. «Alcuni hanno contenuti informativi che possono essere considerati lavori giornalistici», aggiunge Maret. E poiché questi film non possono essere semplicemente bloccati, le autorità possono esclusivamente consentire la visione a determinati utenti.

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