Keystone
BERNA
10.07.2017 - 14:270
Aggiornamento : 15:30

Studenti condannati per aver legato un loro compagno

Il tribunale bernese ha recentemente sanzionato sei adolescenti per sequestro e vie di fatto. Critiche per la gestione della situazione da parte degli psicologi

BERNA - Dodici agenti in abiti civili erano entrati l’anno scorso in uno stabilimento scolastico dell’Emmental per arrestare sei allievi, tre dei quali durante le lezioni.

I fatti sono avvenuti nell’aprile 2016, durante un campo organizzato dalla chiesa riformata.

Secondo la Sonntags Zeitung, i ragazzi avrebbero legato un loro compagno di classe, e gli avrebbero coperto la testa con una fodera del cuscino. Come rivela il domenicale, gli adolescenti tredicenni sono stati condannati per sequestro e vie di fatto.

Durante l’interrogatorio, uno degli accusati ha dichiarato che si trattava di un gioco, e che il compagno era d’accordo. Secondo lui, volevano vedere quanto ci avrebbe messo a liberarsi da solo dalla corda. Ma qualcosa è andato storto: la vittima è caduta a terra ferendosi, e finendo in lacrime.

Secondo l’atto d’accusa, i sei accusati sarebbero poi scoppiati a ridere. Due di loro l’avrebbero trascinato per terra prima di slegarlo, solo dopo una dozzina di minuti.

Su consiglio della direzione scolastica, i genitori del ragazzo hanno deciso di sporgere denuncia contro i sei compagni. Stando al domenicale, il ragazzo sarebbe già stato vittima in passato di bullismo.

Condanna - Uno degli adolescenti è stato condannato a un giorno con la condizionale, e a partecipare ad una discussione che verterà sul reato commesso, della durata di tre giorni. Dovrà inoltre pagare 10’000 franchi di spese giudiziarie, a patto che nei prossimi dieci anni guadagni abbastanza.

Cinque delle sei ordinanze penali sono passate in giudicato.

Per Allan Guggenbühl, psicologo ed esperto di violenza, la reazione da parte della giustizia è stata smisurata. Guggenbül si lamenta anche del fatto che al giorno d’oggi, sempre più persone ricorrono alle denunce anche per piccoli fatti, soprattutto nell’ambito scolastico. Per quanto riguarda questo caso specifico, lo psicologo ritiene che si sia trattato di un gioco. «Non voglio giustificare quello che è successo, ma la cosa più importante è che la situazione non sia degenerata. I ragazzi devono capire che si tratta di un gioco». 

Commenti
 
Equalizer 2 anni fa su tio
Lasciate i televisori spenti e smettetela di guardare serie poliziesche in TV che vi va in pappa il cervello, poi i pochi neuroni presenti sortiscono combinazioni di giudizi allucinanti.
maocr 2 anni fa su tio
@Equalizer Televisione - maestro di vita Anche Rich e Gian, lo dicevano,la televisiun la ta tira come un cuion.
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