20 Minuten
BERNA
15.09.2016 - 16:390
Aggiornamento : 18:31

"In guerra" da due anni per riportare le figlie a casa

Le piccole Nura e Sarah sono cresciute a Interlaken, ma dopo la separazione dei genitori il padre le ha sequestrate e nascoste in Egitto

INTERLAKEN - Karin Amin-Trachsel è una madre sull'orlo della disperazione, che da oltre due anni si batte giorno e notte per poter riabbracciare Nura e Sarah, rispettivamente di 6 e 4 anni, che il padre ha sequestrato e portato in Egitto nell'estate del 2014. Dopo la separazione, l'uomo aveva insistito per portare le figlie nel proprio paese natale con la scusa di una vacanza. «Da quel giorno non sono più tornate», ha spiegato l'insegnante bernese a 20 Minuten.

Nelle settimane prima della partenza, la donna già sospettava dell'intenzione da parte del padre delle figlie di volerle tenere con sé. Il giudice incaricato del caso non aveva però dato peso alle sue preoccupazioni, concedendo al padre di partire "in vacanza" con le bambine.

«Ho l'affidamento esclusivo» - In questi due anni Karin Amin-Trachsel le ha provate tutte per riportare le proprie figlie a casa. È stata più volte in Egitto, arrivando persino a stabilirvisi per un breve periodo. Si è rivolta al Tribunale dell'Aia. Ha trascorso centinaia di ore fra le aule di tribunale. E con successo, almeno in teoria: «Le autorità egiziane mi hanno concesso l'affidamento esclusivo». Nessuno però sa dove si trovino le piccole Nura e Sarah.

Il padre le ha nascoste e sembra disposto a qualunque cosa per tenerle con se, come dimostra un fatto risalente allo scorso mese di marzo. In quel periodo infatti la madre era riuscita a recuperare una delle figlie e un giorno, mentre l'accompagnava a prendere il bus per andare a scuola, è stata aggredita dal padre assieme ad altri quattro uomini: «Sono arrivati a bordo di alcune auto senza targhe. Mi hanno picchiato e han portato via Nura.»

La speranza - L'uomo è già stato condannato dalla giustizia egiziana ad un anno di prigione, e dovrà presentarsi nuovamente di fronte ai giudici nelle prossime settimane. L'insegnante bernese ci spera: «Sarebbe l'occasione per tentare di trovare finalmente un accordo con lui».

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