Helvetia Nostra può ricorrere contro le nuove residenze secondarie

Lo ha deciso il Tribunale federale discutendo dell'applicazione dell'iniziativa Weber.
LOSANNA - Helvetia Nostra è legittimata a ricorrere contro la concessione dei permessi di costruzione per nuove residenze secondarie. Lo ha deciso il Tribunale federale discutendo dell'applicazione dell'iniziativa Weber.
Helvetia Nostra si batteva per ottenere il riconoscimento del suo diritto di ricorso. I tribunali cantonali di Grigioni e Vallese ritenevano infatti che l'associazione di Franz Weber non avesse facoltà di opporsi in quanto l'applicazione dell'iniziativa non sarebbe un compito federale, ma cantonale.
Helvetia Nostra sosteneva invece che l'articolo costituzionale sulle residenze secondarie rientra nell'ambito della protezione del paesaggio. Per questo l'associazione deve disporre di tale diritto. Finora sono stati inoltrati al Tribunale federale 253 ricorsi concernenti il rilascio, tra l'11 marzo e il 31 dicembre 2012, di permessi di costruzione per residenze secondarie. Di questi, 239 sono stati depositati da Helvetia Nostra.
Legge in consultazione prima dell'estate - Indipendentemente dalla decisione del Tribunale federale, l'elaborazione della legge d'applicazione dell'iniziativa che limita al 20% le residenze secondarie procede senza intoppi. Il Consiglio federale dovrebbe inviare in procedura di consultazione, prima dell'estate, un progetto che si basa largamente sull'attuale ordinanza in materia.
Il gruppo di lavoro che riunisce le parti interessate sotto la direzione dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) dovrebbe consegnare a breve il suo rapporto al governo. Lo ha detto Stephan Scheidegger, portavoce dell'ARE, precisando che gli esperti si sono riuniti l'ultima volta ieri.
Gli interrogativi sollevati durante l'elaborazione dell'ordinanza influenzeranno anche il progetto di legge, ha precisato. Alla domanda essenziale, ossia quali nuove residenze secondarie potranno ancora essere autorizzate, il gruppo di lavoro ha comunque dato una risposta chiara: quelle che sono abitate e che offrono i cosiddetti "letti caldi".
ATS




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