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SVIZZERANessuna carenza di sangue

23.02.22 - 07:00
Anche nel secondo anno di pandemia l'approvvigionamento di emoprodotti per gli ospedali è stato garantito
20min/Vanessa Lam
Nessuna carenza di sangue
Anche nel secondo anno di pandemia l'approvvigionamento di emoprodotti per gli ospedali è stato garantito

BERNA - Anche nel secondo anno di pandemia l’approvvigionamento di tutti gli emoprodotti per gli ospedali svizzeri è stato garantito in ogni momento. Questo anche grazie al fatto che le misure di protezione consolidate permettevano di donare sangue in ogni momento in un ambiente sicuro. Siccome l’acquisizione di emoprodotti si è basata sulla richiesta a causa della loro breve conservabilità, il tasso di scadenza si è attestato nel 2021 soltanto allo 0,9 per cento – un valore di cui compiacersi essendo inferiore agli anni precedenti. È quanto fa sapere oggi Trasfusione CRS Svizzera.

Fabbisogno equilibrato - Durante tutto l’anno in rassegna il fabbisogno di sangue negli ospedali è stato equilibrato, nonostante alcune fluttuazioni talvolta più marcate. Non essendo state ordinate chiusure totali, si sono resi necessari più emoprodotti rispetto al 2020: il fabbisogno di concentrati eritrocitari (globuli rossi), l’emoprodotto più importante, è leggermente aumentato e anche la richiesta di concentrati piastrinici e plasma è cresciuta. Grazie alla loro flessibilità, gli undici Servizi trasfusionali regionali hanno potuto mantenere basso il tasso di scadenza degli emoprodotti, nonostante la situazione tesa in cui versava il settore sanitario.

La prenotazione online - Oltre alle misure di igiene e di comportamento ordinate dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per le azioni di donazione di sangue è stato introdotto da alcuni Servizi trasfusionali già nel 2020 uno strumento digitale di prenotazione con il quale le donatrici e i donatori di sangue potevano essere invitati in modo scaglionato. Questo ha consentito di garantire la necessaria sicurezza al momento della donazione e rispettare debitamente le misure di protezione ordinate. Dopo l’inizio della campagna di vaccinazione nel marzo 2021 regnava grande incertezza nella popolazione in merito a se, ed eventualmente, quando donare sangue dopo una vaccinazione anti-Covid. Trasfusione CRS Svizzera ha quindi reagito a questa situazione, tra l’altro, sviluppando un nuovo strumento digitale di controllo vaccinale che fornisce in un colpo d’occhio alle donatrici e ai donatori di sangue le principali risposte circa la donazione in tempo di Covid-19.

Cellule staminali - Alla fine del 2021 il Registro svizzero dei donatori di cellule staminali del sangue contava quasi 172'000 persone iscritte, circa 9'500 in più rispetto al 2020. L’elevata quota di registrazioni online (oltre il 96%) e le misure di marketing mirate ai donatori giovani hanno contributo ad abbassare in media l’età delle persone iscritte nel registro. La quota delle nuove persone registrate che hanno meno di trent'anni è quindi aumentata al 62,5 percento (2020: 49,4%), un valore da considerare positivo, poiché i medici prediligono, per ragioni mediche, gli espianti di persone più giovani.

Disponibilità - La disponibilità delle persone registrate al momento della chiamata concreta per donare cellule staminali del sangue è diminuita, attestandosi nel 2021 al 52,9 percento. Ciò significa che quasi la metà delle persone registrate (47,1%) non era disponibile al momento della chiamata per motivi medici (24,7%) o personali (22,4%). Trasfusione CRS Svizzera ha reagito a questa situazione con diverse misure: in futuro le persone registrate verranno seguite da vicino durante il processo di registrazione e in seguito sensibilizzate periodicamente tramite una newsletter tematica. Questo dovrebbe consentire di rafforzare l’impegno dei donatori e ricordare loro regolarmente la grande importanza della donazione di cellule staminali del sangue

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