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ZURIGOVuoi restare in smartworking? Ti taglio lo stipendio

13.08.21 - 11:27
Accade a Google, ma non solo. Il problema si pone anche in Svizzera.
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Vuoi restare in smartworking? Ti taglio lo stipendio
Accade a Google, ma non solo. Il problema si pone anche in Svizzera.
Chi lavora molto da casa rischia di dover rinunciare ad aumenti e bonus.

ZURIGO - Dormire fino a tardi senza nessuna strada da percorrere per andare al lavoro, ma ricevere uno stipendio più basso. In Google, chiunque voglia lavorare in modo permanente da casa deve aspettarsi tagli salariali, almeno negli Stati Uniti.

I tagli oscillano tra il cinque e il 25 percento, come riporta "Handelszeitung". In tutto il mondo, Google adegua i salari in base alla località in cui si trova il dipendente. Non è ancora chiaro se ci saranno differenze salariali dovute all'home office anche per i dipendenti in Svizzera.

Google, però, non è la prima azienda a ridurre gli stipendi dei dipendenti che scelgono lo smartworking. I lavoratori statunitensi che si sono trasferiti in zone residenziali più economiche ricevono una paga ridotta anche da Facebook e Twitter. Anche la piattaforma online Reddit e il portale immobiliare Zillow hanno introdotto modelli salariali basati sul luogo di lavoro.

Tema caldo anche in Svizzera - In Svizzera, il tema dell'home office viene sollevato sempre più spesso nelle trattative salariali, come ha confermato a 20 Minuten l'esperto di mercato del lavoro di Avenir Suisse, Marco Salvi. Questo perché per i dipendenti una maggiore flessibilità è un valore «e sono disposti a pagare per questo».

Incentivi positivi - Tuttavia ciò non dovrebbe portare a riduzioni salariali. Piuttosto, le aziende utilizzano incentivi positivi: «Chi lavora in sede ha maggiori probabilità di aspettarsi un bonus o un aumento salariale a lungo termine», afferma Salvi. Ciò consente ai datori di lavoro di esercitare pressioni sui dipendenti affinché tornino in ufficio.

Questione di comunicazione... - Per i datori di lavoro, non si tratterebbe di una questione di controllo, ma di comunicazione. Quest'ultima sarebbe più efficiente sul posto, con un impatto positivo sull'attività. «Le aziende hanno investito molti soldi in sedi centrali e non vogliono che i loro uffici siano mezzi vuoti perché la maggior parte dei dipendenti lavora a casa», spiega Salvi.

Anche in Svizzera esistono modelli salariali che dipendono dalla sede lavorativa: le aziende "di città" pagano solitamente stipendi migliori perché la produttività dei dipendenti è maggiore rispetto alle zone rurali. Chi continua a vivere in campagna e lavora in città ha un costo della vita più basso. «Ma paga il prezzo del pendolarismo», prosegue Salvi.

...e di negoziazione - In definitiva, è una questione di negoziazione. Molti dipendenti sono disposti a rinunciare fino al dieci percento del loro stipendio per lavorare da casa, come hanno dimostrato gli ultimi studi. Questa disponibilità a pagare, è più alta tra le donne. Tuttavia, «se vuoi lavorare molto a casa, corri il rischio di fare meno progressi nella tua carriera».

Anche le aziende beneficiano del lavoro da casa - L'esperto di risorse umane Michel Ganouchi non trova giusto tagliare gli stipendi per l'home office. Perché se i dipendenti lavorano a casa, questo ha anche dei vantaggi per il datore di lavoro: «L'azienda ha bisogno di meno elettricità e spazio, il che consente di risparmiare sui costi».

Meno mobilità significa anche meno inquinamento ambientale. L'idea che vorrebbe salari adeguati in base alla posizione in cui ci si trova non è appoggiata dall'esperto. «Non puoi basare i salari su un indice regionale degli affitti. Ci sono molti altri fattori che vanno presi in considerazione», conclude Ganouchi.

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