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21.05.2021 - 17:180

Sciopero in tutta la Svizzera «per una società rispettosa del clima»

Alle 11.59 gli attivisti hanno fatto rumore in tutta la Svizzera per suonare "l'allarme clima"

BERNA - Con decine di azioni ed eventi è stata celebrata oggi in Svizzera la giornata nazionale dedicata allo Sciopero per il futuro. Tra le varie richieste è stata avanzata quella di una società rispettosa del clima. In serata sono previste manifestazioni in varie località.

Scioperanti per il clima, sindacati, collettivi femministi, organizzazioni non governative, gruppi ecclesiali e di politica della pace così come gruppi locali hanno richiamato l'attenzione su vari aspetti della crisi climatica e insieme hanno chiesto una società ecologica e sociale, ha comunicato oggi pomeriggio l'Associazione svizzera per la protezione del clima.

Alle 11.59 gli attivisti hanno fatto rumore in tutta la Svizzera per suonare "l'allarme clima". Nella sola Svizzera sono stati pianificati oltre 75 eventi, con le maggiori azioni previste a Zurigo, Berna e Losanna, altre a Ginevra, Basilea, Lucerna, San Gallo, Winterthur, Sciaffusa, Thun, Lugano, Coira, ed estese in diversi cantoni.

Di fronte all'intensificarsi della crisi climatica, gli scioperanti del clima hanno chiesto un'azione immediata e decisiva. Solo in questo modo l'accordo di Parigi e l'obiettivo di un aumento massimo della temperatura pari a 1,5 gradi potranno essere rispettati. Tali obiettivi - viene sottolineato - sono indispensabili per evitare ulteriori sofferenze e morti a causa della crisi climatica.

In Ticino l'azione viene trasmessa tutto il giorno in una diretta televisiva streaming in onda sul sito web www.telefuturo.ch. Nel cantone di Berna, dove sono previste circa 35 azioni, lo sciopero per il futuro è iniziato con uno stand informativo nella piazza della stazione della città federale.

Nella Svizzera centrale, le azioni erano già iniziate la mattina alla stazione di Zugo. Ai pendolari sono stati distribuiti 250 palloncini con l'immagine della Terra e volantini con dieci rivendicazioni. Sui volantini, gli attivisti chiedono, per esempio, più energia rinnovabile e trasporti neutrali per il clima o una settimana lavorativa di 30 ore.

Nel cantone di Zurigo, gli scioperanti hanno manifestato nelle prime ore del mattino davanti al tribunale distrettuale della città sulla Limmat. Poco più di 20 persone hanno espresso la loro solidarietà con un attivista per il clima sotto processo per aver presumibilmente cercato di mordere un poliziotto durante una precedente azione di protesta.

A Coira, sull'Alexanderplatz, vicino alla stazione, si sono riunite a fine mattinata 150 persone. Nel capoluogo retico la manifestazione è stata caratterizzata da stand di varie organizzazioni - tra cui Greenpeace, WWF, Pro Natura e Unione sindacale svizzera - che hanno cercato il contatto con la gente, tematizzando in particolare i mutamenti climatici.

A Losanna, la manifestazione è iniziata con un corteo scolastico nel primo pomeriggio: secondo le stime della polizia non vi erano più di 200-250 persone. I manifestanti sono partiti dalla stazione ferroviaria e si sono fermati davanti al tribunale di Montbenon per denunciare la pressione della giustizia sugli attivisti della ZAD (zone à défendre, zona da difendere). A Ginevra invece un comitato ha protestato contro il furto forzato di terreni da parte delle compagnie di materie prime.

Manifesto nazionale

«Le crisi ecologica e sociale del nostro tempo sono strettamente legate e possono essere affrontate solo insieme», ha comunicato l'Associazione svizzera per la protezione del clima. «È importante unire le forze e lavorare per un futuro solidale e sostenibile».

Un manifesto nazionale raccoglie le rivendicazioni e dà «una direzione comune», senza che tutti i componenti del coordinamento aderiscano necessariamente a tutte le richieste. Il testo comprende vari temi, tra cui il riscaldamento globale, le disuguaglianze sociali, la violenza contro le donne e l'accoglienza dei rifugiati. In particolare, chiede un servizio pubblico forte.

Il manifesto serve come una sorta di "bussola", secondo Steven Tamburini, membro del coordinamento. «Dobbiamo far muovere le cose, dobbiamo proporre delle rotture» in modo che il rapporto di forze cambi. Solo un movimento di massa che riunisca diverse aspirazioni permetterà di raggiungere una giustizia ambientale e sociale.

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