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SVIZZERAAI e reinserimento nel mondo del lavoro: troppe differenze tra cantoni

13.04.21 - 08:38
Nella Svizzera romanda e in Ticino la quota di rendite accordate supera di almeno il 27% la media nazionale.
TiPress - foto d'archivio
Fonte ats
AI e reinserimento nel mondo del lavoro: troppe differenze tra cantoni
Nella Svizzera romanda e in Ticino la quota di rendite accordate supera di almeno il 27% la media nazionale.
Ma i Cantoni di Appenzello Esterno, Giura e Zugo spendono più del triplo per ogni beneficiario rispetto al Ticino.

BERNA - La reintegrazione delle persone con disabilità deve essere facilitata. Uno studio di Avenir Suisse, pubblicato oggi, mostra notevoli differenze tra i cantoni e suggerisce modi per ottimizzare un processo che oggi è ancora «una vera e propria» maratona.

Il think-tank liberale ha analizzato per la prima volta i dati dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) soffermandosi sugli sforzi di reintegrazione a livello cantonale, si legge in un comunicato. In particolare prende in considerazione persone che si sono iscritte all'Assicurazione per l'invalidità (AI) tra il 2010 e il 2015 ed esamina la loro situazione quattro anni dopo.

Nel raffronto intercantonale emergono differenze sostanziali. Eccezion fatta per il Giura, nella Svizzera romanda e in Ticino la quota di rendite accordate - vale a dire le rendite concesse in rapporto alle iscrizioni - supera di almeno il 27% la media nazionale. Nel Canton Ginevra si arriva addirittura al 41%. Le differenze riflettono l'interpretazione del diritto federale da parte degli uffici cantonali AI e in parte dei tribunali cantonali, ma sono anche il risultato di strategie d'integrazione differenti, scrive Avenir Suisse.

I Cantoni di Appenzello Esterno, Giura e Zugo spendono più del triplo per ogni beneficiario rispetto al Ticino. Non sono però soltanto gli importi per singolo caso a variare molto, ma anche il numero di destinatari e il successo delle misure di integrazione. Il tasso di successo nei Cantoni di Soletta e Vallese è ad esempio sensibilmente inferiore a quello di San Gallo.

Secondo Avenir Suisse, in qualità di organo di vigilanza l'UFAS dovrebbe approfondire le ragioni di queste differenze e porre le basi per i raffronti in caso di malattie mentali mediante l'adozione di una classificazione medica uniforme. Per utilizzare le risorse in modo più efficiente bisognerebbe inoltre stabilire un tetto di spesa massimo, basato sul numero di iscrizioni all'anno, per tutte le misure professionali per singolo ufficio AI, in analogia alla prassi dell'assicurazione contro la disoccupazione.

Avenir Suisse stima i costi complessivi per il trattamento, l'integrazione e il versamento delle rendite a persone con disabilità a 24 miliardi di franchi all'anno. Considerati l'elevato numero di attori coinvolti e l'entità degli oneri bisogna evitare lacune nella comunicazione e falsi incentivi, sottolinea.

Occorre inoltre evitare i doppioni tra l'AI, l'assicurazione contro la disoccupazione e l'assistenza sociale a favore dei pazienti, traendo spunto da quanto messo in opera in maniera esemplare dal Canton Argovia. Secondo Avenir Suisse il profilo di integrazione orientato alle risorse (PIR) impiegato dalla Rete sull'occupabilità Compasso potrebbe infine contribuire a migliorare la comunicazione tra medici e datori di lavoro.

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