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L'ospedale cantonale di Lucerna
SVIZZERA
26.03.2021 - 20:040
Aggiornamento : 22:12

«I miei pazienti Covid si sono ripresi in tre giorni»

Un medico di base a Lucerna sta sperimentando una terapia innovativa per i malati più gravi. Ma non manca lo scetticismo

«Risultati stupefacenti» secondo la dottoressa Andrea Ludwig. Ma l'Ospedale cantonale di Lucerna frena: «Dobbiamo offrire solo terapie regolarmente approvate»

LUCERNA - Mentre la campagna vaccinale avanza, il trattamento farmaceutico dei sintomi del Covid resta ancora un mistero. Pochi medicamenti hanno prodotto risultati (incerti) e accese polemiche. L'ultimo della serie si chiama Opaganib, è un anti-tumorale prodotto dalla società israeliana Red Hill Biopharma, che pochi giorni fa ha aperto la fornitura anche a pazienti Covid con sintomi gravi «in via eccezionale per uso compassionevole». 

In Svizzera, la prima a importare il trattamento è stata il medico di base Andrea Ludwig, di Lucerna, subito assurta alla ribalta mediatica. Alla Luzerner Zeitung la dottoressa ha raccontato il caso di due pazienti che hanno «ricavato importanti benefici» dall'assunzione di Opaganib. Una 49enne colpita dalla variante sudafricana, dopo una settimana di decorso grave ha visto «migliorare le sue condizioni in modo spettacolare» a soli tre giorni dall'assunzione del farmaco (assieme alla terapia convenzionale). 

In un altro caso, un paziente ad alto rischio di 82 anni ha contratto la variante brasiliana, e dopo il trattamento le sue condizioni sono passate da «cattive» a «fuori pericolo». Per entrambi i pazienti il test è risultato negativo dopo soli tre giorni.

«Finora ho trattato cinque pazienti con Opaganib e i risultati sono stati sempre gli stessi. Si sono ripresi in pochi giorni» ha raccontato Ludwig a 20 Minuten. Il farmaco - ha spiegato - viene assunto due volte al giorno per due settimane. E può essere assunto assieme ad altri farmaci, come gli antibiotici. Secondo il medico di famiglia, il farmaco può essere assunto anche dopo la guarigione dal Covid, per combattere i problemi polmonari causati dalla malattia.

In origine, l'Opaganib è stato sviluppato per trattare i tumori del dotto biliare e il cancro alla prostata. Ma da anni sono noti anche i suoi effetti anti-virali e antinfiammatori. «Le stesse proprietà aiutano anche contro le problematiche dovute al Covid» afferma il portavoce dell'azienda, Gilead Raday. 

Il trattamento non è stato ancora omologato da Swissmedic per la diffusione in Svizzera. Tuttavia, in casi particolarmente gravi anche i farmaci non approvati possono essere impiegati «per uso compassionevole». L'Ospedale cantonale lucernese tuttavia preferisce attenersi strettamente alla prudenza. «Non utilizziamo prodotti la cui efficacia non sia stata adeguatamente documentata» afferma Philipp Kaiser, capo del reparto malattie infettive dell'Ente. «Siamo naturalmente favorevoli allo sviluppo di farmaci più efficaci contro il Covid» conclude.  

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