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SVIZZERA
12.01.2021 - 16:050

Ai cinema mancano oltre 130 milioni di franchi

Un prolungamento della chiusura delle sale potrebbe portare a un peggioramento della situazione

LOSANNA - La crisi legata al coronavirus ha causato oltre 130 milioni di mancate entrate per le sale cinematografiche svizzere fino alla fine del 2020, ha appreso oggi l'agenzia Keystone-ATS. Finora non sono stati dichiarati fallimenti, secondo il presidente di ProCinéma, Claude Ruey. Ma un'eventuale chiusura sino alla fine di febbraio, probabilmente annunciata dal Consiglio federale domani, peggiorerà ulteriormente la situazione.

A fine ottobre la perdita sulle vendite di biglietti raggiungeva quasi 90 milioni di franchi. «Da allora, è cresciuta superando i 130 milioni di franchi», ha detto Ruey. Rispetto al limite massimo di cinquanta spettatori o al valzer delle chiusure e riaperture delle sale, la chiusura dei cinema ha almeno il vantaggio di chiarire la situazione, secondo l'ex consigliere nazionale e membro del governo cantonale vodese. Inoltre obbliga l'esecutivo ad assumersi le sue responsabilità e a offrire un risarcimento. Ruey aveva descritto all'epoca che il limite di cinquanta persone era «ipocrita».

Casi di rigore possibili? - «Oltre al lavoro ridotto e alle indennità per perdita di guadagno (IPG), i cinema ricevono in linea di principio un risarcimento culturale per le perdite, ma l'applicazione varia da cantone a cantone», ha detto Ruey. «Sembra che alcuni cinema possano ricevere un risarcimento per i casi di rigore, ma non è ancora del tutto chiaro. Ovviamente stiamo cercando di ottenere delucidazioni e, soprattutto, una compensazione corretta», sottolinea.

ProCinema è l'organizzazione mantello dei proprietari di cinema e dei distributori di film svizzeri. Rappresenta 229 esercenti con 600 schermi, oltre a 150 società di distribuzione con globalmente diverse migliaia di dipendenti.

Secondo una prima stima, la frequentazione di cinema è stata estremamente bassa a partire dalla metà del 2020, con una riduzione di circa il 65% rispetto al 2019. Ricordiamo che la capacità delle sale era stata limitata al 60% per rispettare le misure sanitarie. Anche il fatto che siano usciti pochi nuovi film e il clima di paura hanno avuto un influsso, secondo ProCinema.


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