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17.12.2020 - 18:220
Aggiornamento : 19:51

Sensibilizzare gli anziani per evitare il lockdown a Natale

Sono la categoria più a rischio e di gran lunga la più ospedalizzata. Gobbi: «Ci vuole una campagna nazionale»

Pro Senectute: «Il virus non ha limiti d'eta, è ingiusto discriminare in base alla data di nascita»

ZURIGO - In Svizzera gli ospedali sono allo stremo e un nuovo lockdown, in concomitanza con il Natale, è un'eventualità che ancora non si può escludere. Per limitare la pressione sulle strutture sanitarie una soluzione potrebbe passare da un fattore-chiave: gli anziani.

Ancora oggi gli over 60 sono la fetta di popolazione più ospedalizzata in assoluto con un 80% dei ricoveri sul totale e una percentuale - rispetto alla loro quota sulla popolazione totale - altissima. Inoltre il rischio di complicazioni gravi e di decesso aumentano esponenzialmente con l'età.

Per questo motivo l'idea di un appello chiaro da parte della Confederazione ai senior potrebbe essere una mossa utile: «Le persone anziane dovrebbero rimanere a casa, quando possibile», spiega Matthias Müller dei Giovani liberali radicali svizzeri che è contrario a un lockdown se ci sono altre modalità per proteggere la fascia della popolazione più sensibile, «in questo senso il governo dovrebbe pensare a un appello specifico a chi ha più di 65 anni, o almeno a chi ha più di 75 anni». Per questo dovrebbero limitare i contatti sociali e le attività non indispensabili.

Müller auspica la reintroduzione di misure per ritiro/consegna della spesa e invita le famiglie a evitare che i nonni debbano prendersi cura dei nipoti: «Ora tutte le generazioni devono collaborare, anche i giovani sono in difficoltà ma si impegnano per proteggere gli anziani. Entrambe le fasce d'età devono essere ugualmente disciplinate, solo così si potrà tornare a un quotidiano quasi normale».

Fra i cantoni che hanno imposto misure ad hoc per gli anziani ci sono stati Uri (con un coprifuoco che però non è piaciuto a Berna) e il Ticino, con un divieto di recarsi al supermercato.

Proprio dal Ticino, arriva il commento di Norman Gobbi che chiede un'azione a livello nazionale: «Diversi senior ci hanno detto che non vogliono restrizioni e sono pronti a correre il rischio. Ma quando gli ospedali arrivano al limite e sono necessarie misure severe, alla fine soffriamo tutti».

Per questo potrebbe aiutare una campagna di sensibilizzazione in tutta la Confederazione: «L'idea è quella d'incoraggiare gli anziani a fare la spesa al mattino presto, mentre i più giovani dovrebbero evitarli». Un nuovo no-go però sarebbe fuori discussione in quanto «probabilmente incostituzionale». 

Pro Senectute è contraria a misure che tocchino solo i senior: «Il virus non ha limiti d'età, non si può bandire dalla vita pubblica una categoria di persone solo in base alla loro data di nascita», spiega il portavoce Peter Burri Follath.

Follath non nega però il rischio rappresentato dal virus: «È importante rispettare le misure di protezione, testarsi quando necessario, sfruttare le possibilità di consegna della spesa e uscire solo se necessario. Non c'è però più spazio per quelli che dicono "se mi ammalo sono fatti miei", non in questo momento di crisi degli ospedali».

Contatti utili se tu, o un tuo caro, siete alle prese con il coronavirus

0800 144 144 - La hotline cantonale per il coronavirus, anche per il supporto psicologico (attiva tutti i giorni dalle 9 alle 17). E il sito di riferimento per il Canton Ticino.

058 463 00 00 - La hotline dell'Ufficio federale della sanità pubblica (attiva tutti i giorni dalle 6 alle 23). La pagina della Confederazione a tema Covid con tutte le informazioni anche per quanto riguarda la mobilità da e verso l'estero.

Pro Senectute Ticino offre un servizio di spesa a domicilio. Per saperne di più la pagina di riferimento è questa.

143 - Telefono amico

147 - Pro Juventute

 

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