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24.11.2020 - 14:010
Aggiornamento : 15:17

«Ogni due settimane, un dimezzamento dei contagi»

Martin Ackermann della taskforce nazionale Covid-19 parla del fattore di riproduzione sceso a 0,78

Oggi nella consueta conferenza stampa da Berna gli esperti della Confederazione hanno fatto il punto della situazione

BERNA - In Svizzera il virus sta rallentando. È perlomeno quanto si evince dai dati che vengono quotidianamente forniti dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Nelle ultime ventiquattro ore nel nostro paese sono stati registrati altri 4'241 casi accertati (un numero, questo, che da alcuni giorni è relativamente stabile), oltre a 142 nuovi decessi e 238 ricoveri. Nel weekend la direttrice dell'UFSP, Anne Lévy, si era detta ottimista. E in un'intervista aveva parlato di «un'inversione di rotta».

Oggi, come da alcune settimane avviene ogni martedì, gli esperti della Confederazione fanno il punto della situazione. In una conferenza stampa a Berna prendono la parola Virginie Masserey (responsabile della sezione Controllo delle infezioni dell'UFSP), Martin Ackermann (presidente della taskforce nazionale Covid-19) e Rudolf Hauri (presidente dell'associazione dei medici cantonali).

Masserey: «Fatevi testare» - Come spiega Virginie Masserey, a livello nazionale si osserva un calo dei pazienti che necessitano un trattamento in cure intense. In tali reparti il numero di persone ricoverate si è dunque stabilizzato. Tuttavia, nelle strutture sanitarie la situazione resta comunque preoccupante. La raccomandazione di Masserey è di farsi testare in caso di sintomi. In Svizzera, nello scenario internazionale, il numero dei test è più basso. Questo è probabilmente dovuto - secondo le autorità sanitarie federali - al timore di doversi mettere in isolamento o in quarantena.

Sport invernali «con prudenza» - Il medico Rudolf Hauri parla del contact tracing, che in tutti i cantoni ha ricominciato a funzionare in maniera efficiente. Se il numero dei casi dovesse tornare ad aumentare, il dispositivo sarà nuovamente sotto pressione. Hauri ricorda, inoltre, che durante i mesi invernali sono anche necessari interventi per incidenti sulla neve. Per questo motivo è importante che il numero di pazienti Covid-19 resti basso. Questo per evitare di mettere in difficoltà le strutture sanitarie. L'invito è anche di essere prudenti sulla neve.

Natale col coronavirus - In vista delle festività natalizie, Hauri raccomanda la popolazione di rispettare i provvedimenti anti-coronavirus. L'obiettivo è di non dover adottare misure più stringenti. Si osserva inoltre una tendenza a non farsi testare. Ma il medico chiede di non evitare i test, anche se i sintomi sono lievi. Durante le feste «indossate la mascherina, ventilate i locali, evitate di cantare canti natalizi». È inoltre consigliata un'auto-quarantena prima di ritrovarsi coi parenti.

«La situazione può cambiare rapidamente» afferma ancora Hauri, sottolineando che è importante a comportarsi correttamente. Il medico ripensa all'inizio di ottobre, quando il numero dei casi ha iniziato ad aumentare velocemente in tutto il paese.

«Ci prepariamo per il vaccino» - Sulle vaccinazioni, i Cantoni si stanno preparando in collaborazione con la Confederazione in vista della distribuzione delle dosi. Si sta organizzando l'organizzazione logistica. «Per Natale non avremo un vaccino contro il coronavirus, ma potete ancora informarvi sulla disponibilità del vaccino contro l'influenza». Per quanto riguarda quello contro il coronavirus, è dapprima necessaria l'approvazione di Swissmedic, aggiunge Masserey. Poi non è ancora noto quando sarà possibile ricevere le prime dosi.

Per la futura distribuzione del vaccino - spiega ancora Hauri - si sta valutando la creazione di appositi centri sul territorio (così come avviene, per esempio, in Germania) o se sia meglio affidarsi a un sistema decentralizzato, per esempio permettendo la vaccinazione anche nelle farmacie.

Cinquecento casi al giorno per la fine dell'anno? - Il presidente della taskforce nazionale Covid-19, Martin Ackermann, parla del fattore di riproduzione del virus, che attualmente è dello 0,78. Questo significa che ogni due settimane si ottiene un dimezzamento dei nuovi contagi. Per la fine dell'anno si potrebbe tornare ad arrivare a cinquecento casi al giorno (ma soltanto continuando a rispettare i provvedimenti). Si tratta di un dato nazionale. Se si osservano le varie regioni elvetiche, si notano delle differenze importanti. Il calo più importante si registra nei cantoni romandi, che «hanno reagito con misure più severe». In altre regioni i casi stanno ancora aumentando. «Più velocemente riusciamo a ridurre i casi, meno vengono messi sotto pressione ospedali e contact tracing, ma ci saranno benefici anche sul settore turistico».

Se si arriverà nuovamente sotto i cinquecento casi al giorno, osserva Ackermann, e il contact tracing funzionerà senza problemi, si potrà pensare ad allentamenti.

Quarantena più breve? - Le autorità sanitarie federali stanno valutando un accorciamento del periodo di quarantena (attualmente è di dieci giorni). Ma bisogna dapprima trovare un'alternativa, come spiega Masserey.

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