Keystone
Il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Christophe Darbellay
VALLESE
25.10.2020 - 12:040

Il Vallese attacca il Consiglio federale: «Servono aiuti subito»

Il governo cantonale giudica «irragionevole e irresponsabile» differire nuovi sostegni a imprese e lavoratori.

SION - Bordata al Consiglio federale dal Vallese, dove la situazione sanitaria rischia di precipitare a causa della pandemia di Covid-19. Il presidente del consiglio di Stato, Christophe Darbellay, ha accusato Berna d'immobilismo e l'ha invitata a elargire aiuti immediati.

«In una delle peggiori crisi dalla seconda guerra mondiale, il ministro delle finanze Ueli Maurer non può restare a guardare il tracollo dell'economia dei cantoni», afferma l'ex presidente del PPD svizzero in un'intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung". Darbellay si riferisce alle dichiarazioni fatte ieri da Maurer all'assemblea dei delegati UDC, in cui il consigliere federale democentrista ha ricordato che nella prima ondata della pandemia la Confederazione ha speso 30 miliardi, ma ha aggiunto che, a suo avviso la Svizzera, non si poteva permettere un secondo impegno di tale portata.

Di tutt'altra opinione appare il presidente del governo vallesano, che ha chiesto a Berna, da una parte, misure più severe sul fronte della lotta ai contagi e, dall'altra, più soldi per far fronte alle conseguenze della pandemia. È «irragionevole e irresponsabile» - ha sostenuto il 49enne - proseguire con una politica economica normale: «Il Vallese e altri cantoni hanno di nuovo immediatamente bisogno dell'intero programma di aiuti promosso in primavera». Cioè accesso facilitato al lavoro ridotto, indennizzi per i lavoratori autonomi e prestiti Covid. L'aiuto è necessario «ora e non solo tra qualche settimana».

Il Vallese si trova a far fronte a una difficile situazione sanitaria: gli ospedali sono al limite delle loro capacità. «Siamo sull'orlo della massima allerta», ha affermato il responsabile del dipartimento della formazione e dell'economia. Nel Basso Vallese, circa 100 dei 120 posti riservati ai malati gravi di Covid-19 sono già occupati. Questa settimana il cantone ha deciso un confinamento parziale: «Semplicemente non avevamo alternative», ha spiegato l'ex consigliere nazionale. A suo avviso, se ora non si fa nulla vi è la minaccia di un confinamento totale.

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