Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
11.10.2020 - 16:170
Aggiornamento : 22:03

Berna lavora a una strategia invernale per contenere il virus

È prevista la possibilità di chiusure e restrizioni a livello locale o regionale, ma non è chiaro come e quando

Non si dovrà più, per esempio, arrivare a fermare operazioni e trattamenti non essenziali in ospedali e cliniche.

BERNA - La Confederazione è attualmente al lavoro con i Cantoni e la task force scientifica per sviluppare una strategia invernale volta a prevenire la diffusione del coronavirus. I contenuti saranno presentati nelle prossime settimane, ha indicato all'agenzia Keystone-ATS un portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), confermando una notizia pubblicata oggi dal domenicale "NZZ am Sonntag".

Secondo quanto riportato dalla testata zurighese, la strategia prevede restrizioni a livello locale e regionale nelle aree particolarmente colpite. L'attesa - e possibile - seconda ondata è un tema sul tavolo già da diversi mesi a Berna, secondo quanto anticipato dal domenicale. Le informazioni raccolte si basano sui verbali delle conferenze telefoniche effettuate tra l'UFSP e i medici cantonali a partire dallo scorso luglio.

Comunque, già dallo scorso giugno la Confederazione avrebbe stilato un elenco di infrastrutture critiche in vista di un'eventuale seconda ondata del virus. In sostanza, le autorità federali stanno esaminando come si possa garantire - per quanto possibile - lo svolgimento delle attività da parte dei gestori di infrastrutture critiche e di aziende di rilevanza sistemica in caso di chiusure e restrizioni a livello locale o regionale.

Tuttavia, non è ancora chiaro come e quando potrebbero essere attuate tali restrizioni. Dallo scorso 19 giugno la "situazione straordinaria" è stata revocata ed è tornata in vigore la "situazione particolare" ai sensi della legge sulle epidemie. In seguito a ciò, la palla non è più solo nelle mani di Berna, ma anche in quelle dei singoli Cantoni. Eventuali misure verranno decise a livello cantonale o federale a seconda della situazione epidemiologica.

L'obiettivo è anche quello di permettere agli ospedali di svolgere le loro attività abituali anche nel corso di una possibile seconda ondata del virus. Tra marzo e aprile il Consiglio federale ha ordinato a nosocomi e cliniche di astenersi da operazioni e trattamenti non essenziali. «Ciò non deve più succedere», ha affermato Lukas Engelberger, presidente della Conferenza delle direttrici e direttori cantonali della sanità (CDS), citato dal domenicale.

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