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GINEVRA
17.08.2020 - 15:560

Cento persone al massimo per gli eventi privati a Ginevra

Il Consiglio di Stato ha introdotto nuove restrizioni per rallentare la diffusione del coronavirus

Il presidente del Governo: «La trasmissione si mantiene a un livello troppo alto»

GINEVRA - Il Consiglio di Stato di Ginevra, il cantone con la maggiore incidenza d'infezioni da coronavirus, ha deciso ulteriori misure restrittive per cercare di frenare la diffusione del patogeno. In particolare sono vietate riunioni di oltre cento persone.

«La trasmissione del virus si mantiene a un livello troppo alto», ha affermato in conferenza stampa il presidente del governo, Antonio Hodgers (Verdi). Particolarmente preoccupante è il fatto che le persone anziane, dunque appartenenti al gruppo a rischio di conseguenze gravi del morbo, siano tornate a essere vittime d'infezioni, ha sottolineato dal canto suo il medico cantonale Aglaé Tardin.

L'obiettivo dell'esecutivo cantonale è di riprendere il controllo della diffusione della malattia Covid-19 con misure mirate per evitare di ricorrere a provvedimenti più drastici che colpiscono tutti, come il semiconfinamento, ha spiegato Hodgers.

Contagi a matrimoni, feste e funerali - Stando ai tracciamenti effettuati nel cantone lemanico, eventi privati come matrimoni, feste e funerali si sono rivelati luoghi privilegiati di diffusione del virus. Il governo ha dunque deciso che riunioni con più di cento persone sono vietate, a meno che non sia garantito il rigoroso rispetto del mantenimento della distanza o l'uso di maschere protettive.

Per gli eventi pubblici, che sono limitati a mille partecipanti, il Consiglio di Stato ha deciso di abbassare il limite per i sottogruppi (settori separati l'uno dall'altro) da trecento a un massimo di cento persone. Lo scopo è di garantire una tracciabilità efficace in caso di contaminazione.

Le discoteche restano chiuse - La chiusura delle discoteche, in vigore fino al 23 agosto, è stata prorogata fino al 10 settembre. In tale data si procederà a una nuova valutazione, ha indicato il consigliere di Stato Mauro Poggia (Mouvement citoyens genevois), responsabile del Dipartimento della sicurezza, dell'impiego e della sanità, dicendosi ben consapevole delle conseguenze economiche della decisione.

Nei ristoranti, la raccolta dei dati di clienti diventerà obbligatoria da domani. I proprietari dei luoghi pubblici sono tenuti a richiedere un contatto per tavolo o per gruppo. Oltre agli eventi privati, bar e ristoranti sono tra i luoghi di maggior contagio, ha ricordato Tardin.

In un'intervista al quotidiano Tribune de Genève, il medico cantonale aveva già annunciato la scorsa settimana che la politica avrebbe preso provvedimenti più restrittivi. «Non so se si debba parlare di una seconda ondata o di una piccola ondata, ma a livello epidemiologico stiamo osservando che sta succedendo qualcosa e siamo preoccupati», aveva affermato.

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