Keystone
Un tampone (immagine generica)
BERNA
16.08.2020 - 14:320
Aggiornamento : 16:50

Coronavirus: quel formulario obbligatorio che i medici non compilano

In più di un nuovo caso di contagio su due, i responsabili delle cure non trasmettono a Berna i dati sui pazienti.

L'UFSP, però, non sembra incline a far rispettare la Legge sulle epidemie. Almeno non con le multe.

BERNA - L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è sempre più sotto scrutinio per la sua gestione della pandemia di Covid-19. Dopo aver annunciato che discoteche e bar erano i principali luoghi di contagio e aver ritrattato scusandosi per l’errore, nel fine settimana ha dato per morto un 30enne che, pur positivo al nuovo coronavirus, era vivo e vegeto e non aveva sintomi gravi della malattia.

All'origine di quest’ultimo malinteso è stata una data erroneamente inserita dal suo medico curante nel formulario che ogni dottore deve inviare all’UFSP in caso di positività. Il suo medico, però, quel formulario almeno l’aveva compilato. Secondo quanto riporta la NZZ am Sonntag, infatti, spesso i dottori quel formulario obbligatorio non lo compilano proprio, contribuendo alla confusione e alle lacune dei dati che arrivano da Berna. 

Così, dal 16 luglio al 13 agosto, su 4’330 nuovi casi di coronavirus registrati, l’UFSP ha ricevuto solo 2’030 formulari. Per più della metà dei contagiati ha quindi in mano solo le informazioni che giungono dai formulari - parimenti obbligatori - puntualmente prodotti dai laboratori di analisi: indirizzo, data di nascita, sesso e numero di telefono del paziente. Mancano informazioni sui fattori di rischio, i sintomi e le ospedalizzazioni, che invece dovrebbero fornire i medici.

Interpellato dal domenicale svizzero tedesco, L’UFSP ricorda che, in base alla Legge sulle epidemie (LEp), i dottori sono «obbligati» a trasmettere a Berna i formulari relativi ai nuovi contagi. Sottolinea però di rendersi conto che il compito rappresenta un’incombenza aggiuntiva e non sembra intenzionato a usare le maniere forti, invocando per esempio le multe fino a 5’000 franchi previste dalle norme. Chiederà piuttosto ai medici cantonali di controllarli, reperendo e inviando i dati sui pazienti passati (dal 20 luglio scorso a questa parte) e futuri.

Dal canto suo, l’UFSP sostiene di avere richiamato i medici alla necessità e l’obbligatorietà della procedura in almeno due comunicazioni risalenti all’11 maggio e al 26 giugno scorsi. Tali scritti sono stati del resto inoltrati anche da parte dell’associazione svizzera dei medici FMH a tutti i suoi membri. L’organizzazione, però, si dice ignara dell’esistenza di un problema di bassi tassi di ritorno dei formulari e ne attribuisce la responsabilità all’UFSP: «Non ci era noto che mancassero comunicazioni da parte dei medici. Ciò dovrebbe far scattare misure da parte delle autorità di sorveglianza», afferma.  

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